«Era un giovane tranquillo e impegnato»
Caprile, gli amici del bar ricordano il 31enne marocchino che ha perso la vita in uno schianto stradale
CAPRILE. Da un paio d’anni si trovava in Italia a lavorare come bracciante agricolo, insieme al fratello, dividendo un destino, insieme a numerosi altri connazionali, fatto di lontananza e di sacrificio, per aiutare il resto della famiglia rimasto a migliaia di chilometri di distanza, in attesa di un aiuto finanziario prezioso come l’aria. Questo faceva Azzeddine Badrame, il marocchino 31enne, che all’alba di mercoledì ha perso la vita a seguito di un incidente stradale, mentre si trovava sull’auto guidata dal fratello 28enne, che si è scontrata, sulla Gran Linea, con un’altra vettura. I due fratelli si stavano recando, come ogni mattina, al lavoro, come braccianti agricoli, nei campi di una grossa azienda agricola che ha terreni nel Mesolano, l’incidente costato la vita al 31enne, si è verificato a poche centinaia di metri dal campo sul quale dovevano lavorare. Ieri a Caprile, la frazione codigorese dove Azzeddine viveva in un’abitazione della vicina campagna, insieme al fratello ed altri connazionali, la notizia della morte del giovane ha colto tutti di sorpresa.
«Tutte persone tranquille – hanno commentato in un bar del posto – li vedevi soprattutto la sera o nei giorni in cui non lavoravano. Qui c’è il wi-fi e loro vengono qui per potersi connettere, e parlare con i familiari. Non abbiamo presente chi sia il giovane che è morto, purtroppo lo capiremo presto, quando tra i tanti mancherà proprio chi non tornerà più. Al momento nessuno dei gruppetti di marocchini che vivono nelle case qui attorno, sono ancora venuti al bar e quindi non sappiamo nulla. Ma per quel che ci riguarda possiamo dire che si tratta di persone educate. Ogni tanto vanno via per un po’ di tempo, un mese, massimo due, portano il denaro a casa, vanno a trovare i familiari. Poi ritornano per andare a lavorare nei campi e nelle aziende vicine». (m.r.b.)
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