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Fondazione, addio a Carife

L'assemblea della Fondazione Carife
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L'assemblea della Fondazione Carife

Ferrara, Palazzo Crema ha reciso ogni legame con la banca con l'azzeramento della partecipazione. "Elementi importanti" per il ricorso nei documenti Bankitalia

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FERRARA. La Fondazione Carife potrebbe anche cambiare nome, dopo aver defitivamente reciso i legami con la banca con l'approvazione da parte dell'assemblea e dell'Organo d'indirizzo dell'azzeramento della partecipazione azionaria nella banca, a seguito del decreto Salva-banche. Il bilancio 2015 si è chiuso con oltre 72 milioni di euro di passivo, e il patrimonio è stato riportato in positivo solo grazie all'impiego dei fondi di riserva dei quali il Mef ha dato l'autorizzazione all'utilizzo. Ridotta al minimo la capacità di erogazione.

Il presidente Riccardo Maiarelli ha sintetizzato le ultime vicende. Che la situazione a fine novembre fosse così deteriorata da richiedere il sacrificio totale degli azionisti ed anche quello degli obbligazionisti, è stata una amara sorpresa, ha ribadito, e per chiarire come si fosse potuti arrivare a questo risultato, disattendendo le aspettative sorte in migliaia di azionisti per le diverse prospettive espresse nell’assemblea di Carife a luglio 2015, la Fondazione si è attivata proponendo ricorso al Tar del Lazio. Sono stati impugnati tutti i provvedimenti relativi alla decisione della Banca d’Italia di risoluzione della crisi di Carife spa e nel corso dell’udienza del 18 aprile scorso, in cui si decideva direttamente nel merito, il giudice ha inteso rinviare l’udienza al 4 ottobre 2016 per consentire ulteriori acquisizioni documentali, "probabilmente anche alla luce di elementi importanti, rilevanti anche per la Fondazione Carife, emersi a marzo 2016 dal memoriale che Banca d'Italia ha depositato alla Camera di Consiglio del Tar del Lazio, in opposizione al ricorso della Fondazione CariJesi nella vicenda di Banca Marche, finita anch'essa nel decreto 'salvabanche'" si legge nella nota di Palazzo Crema.

All’ordine del giorno vi era anche l’esame delle modifiche statutarie. La Fondazione era infatti impegnata da tempo sul fronte dalla riforma dello Statuto per allinearlo a quanto previsto dalla Carta delle Fondazioni, dopo il protocollo d'intesa Acri-Mef.

L’assemblea dei soci ha inoltre approvato il bilancio preventivo della Fondazione Gulinelli e il bilancio consuntivo 2015 della Fondazione Barion Vito, di cui si segnalano 5.000 euro erogati a favore dell’Associazione Italiana Assistenza agli Spastici e alla sezione di Ostetricia e Ginecologia dell’Arcispedale Sant'Anna.
 

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