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Il cerchio si stringe attorno al vandalo dell'Ariostea

di Alessandra Mura
Il cerchio si stringe attorno al vandalo dell'Ariostea

Ferrara, non è esclusa l’imminente richiesta di una misura restrittiva. Servizi di controllo in biblioteca 24 ore su 24

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FERRARA. Un cordone protettivo - giudiziario e di vigilanza - è scattato attorno alla biblioteca Ariostea più volte danneggiata dal vandalo-stalker. Il persecutore, pur identificato con certezza per gran parte delle sue azioni minacciose e devastatrici, nelle ultime settimane non ha esitato a impiegare in un crescendo di atti vandalici la libertà che le denunce a suo carico non hanno potuto intaccare.

E se ieri la biblioteca ha potuto riaprire al pubblico (seppure utilizzando l’ingresso secondario di via Giuoco del Pallone) contando su un servizio di vigilanza praticamente h24 (la polizia municipale, con l’ausilio di carabinieri e polizia nelle ore diurne e un’agenzia privata in quelle notturne), sul fronte giudiziario è stata depositata in procura l’informativa predisposta da polizia di Stato e carabinieri, con tutti gli elementi raccolti che dovranno essere valutati dal pubblico ministero Ciro Alberto Savino per gli opportuni provvedimenti e non è esclusa l’imminente richiesta al giudice di una misura restrittiva. Molto probabile, considerata l’insana scelleratezza degli atti vandalici, anche la richiesta di una perizia per accertare la capacità di intendere e volere dell’autore dei raid contro Palazzo Paradiso.

Tre le azioni attribuite con certezza - perché riconosciuto da vari testimoni - al trentenne di origine pugliese che, al termine di un malriuscito stage all’Ariostea, ha manifestato tutta la sua ostilità non solo alla biblioteca, ma anche alla Caritas e all’Ufficio Giovani del Comune: minacce ad alcuni operatori e due imbrattamenti con vernice blu, di cui uno accompagnato dalla rottura della vetrata. Indizi molto gravi a suo carico, sostenuti da argomenti di tipo logico deduttivo, sussistono invece per i due attacchi incendiari, l’ultimo corredato da scritte - sempre blu - con i nomi di due persone considerate nemiche dall’ex stagista. Dirigenti, dipendenti e anche fruitori dell’Ariostea ieri non nascondevano l’auspicio di un rapido ritorno alla normalità, senza la necessità di continue ronde di vigilanza.

«Faremo volentieri a meno di tute queste misure di protezione che, in situazioni normali, non sarebbero necessarie per una biblioteca, tanto più in una città civile come Ferrara - spiega il direttore Enrico Spinelli - Le stime del danni, e le valutazioni per il restauro del portone incendiato sono in corso, e abbiamo voluto riaprire al più presto con tutta la tranquillità e la determinazione nel continuare il nostro lavoro. Perché la nostra prima vittoria deve essere la serenità nel svolgere il nostro ruolo istituzionale, che non può essere condizionato dalla barbarie».

Non a caso alla riapertura dell’ Ariostea ieri hanno voluto essere presenti, insieme al personale della biblioteca e allo stesso direttore Spinelli, anche il vicesindaco e assessore alla Cultura Massimo Maisto e il neosegretario provinciale della Cgil Cristiano Zagatti e il segretario provinciale del Pd Luigi Vitellio.

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