«Io so molto su quel carabiniere ucciso»
Codigoro, prime segnalazioni. Una di queste apre nuovi scenari sull’omicidio di Pier Paolo Minguzzi avvenuto 30 anni fa
CODIGORO. Non sono passate neppure 24 ore dall’appello/denuncia di Anna Maria Minguzzi relativo alla morte, quasi 30 anni fa, del fratello Pier Paolo, 20enne carabinieri di leva. Quello che è già stato denominato (e catalogato come) l’omicidio Minguzzi. Il corpo del militare venne ritrovato l’1 maggio 1987, località Ca’ Rossa, a pochi metri da un casolare abbandonato, nelle acque del Po di Volano, Codigoro. Ebbene, ieri sono arrivate le prime segnalazioni da parte di persone che potrebbero risultare molto utili alle indagini che (eventualmente) la Procura di Ravenna (o quella di Ferrara) vorranno ritenere di svolgere. Così mentre la famiglia attende con ansia (e chiede) la riapertura del caso, gli avvocati che seguono la vicenda giudiziaria a tutela della sorella e dell’intera famiglia Minguzzi, i legali Luca Canella e Paolo Cristofori, sono stati contattati (e con loro l’investigatore Davide Tuzzi) da 2 persone: la prima segnalazione giunge dal Ravennate, Alfonsine.
Si tratta di un uomo sulla sessantina che ha riferito a Tuzzi di sapere «molto sulla morte di Pier Paolo. Io - ha detto il sessantenne al telefono - conosco benissimo una persona che era vicinissima a Pier Paolo». L’uomo si è reso immediatamente disponibile ad incontrare la sorella del carabiniere assassinato e l’incontro dovrebbe essere fissato nei prossimi giorni. La seconda segnalazione, invece, proviene dal Basso Ferrarese, molto probabilmente da Codigoro. In questa seconda telefonata, chi ha alzato la cornetta e composto i numeri degli investigatori, è un uomo che ha la stessa età della vittima: classe 1966, oggi è sulla cinquantina, come sarebbe il povero Pier Paolo. Tuzzi e i due legali stanno lavorando alacremente: difficile avere riscontri immediati, ma il fatto che a poche ore dalla divulgazione della notizia già due persone si siano fatte vive per dare un contributo alla riapertura del caso, non è poco, come ieri sottolineava l’avvocato Cristofori.
Infine, le notizie di servizio: i numeri da chiamare. Quelli della Securiteam: 0532-186.43.00; oppure 340-376.52.67. Garantito l’anonimato.
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