La Fp Cgil rilancia l’allerta per il futuro dell’ospedale
Il sindacato: chiarezza sulle vocazioni della struttura e non si può fare buona sanità se si punta solo al risparmio
CENTO. «Se si riduce l'offerta, si riduce anche la domanda e le persone si vedono quindi costrette a rivolgersi ad altre strutture». È preoccupata la Funzione Pubblica Cgil per il futuro dell’ospedale di Cento. Una preoccupazione che deriva dai timori di «lavoratrici e ai lavoratori» del Santissima Annunziata. Il sindacato evidenzia episodi dell’ultimo anno. Così sull’introduzione «dei Poct in Pronto Soccorso per gli esami del sangue per i pazienti del Pronto Soccorso, in sostituzione del laboratorio analisi durante le ore notturne e nei festivi», la Fp Cgil si chiede «quanto effettivamente abbia reso più veloce il percorso dei pazienti in Pronto Soccorso e quanto abbia realmente portato ad un risparmio economico». Inoltre lo spostamento temporaneo estivo dei letti di ginecologia nel reparto di chirurgia, «è diventato definitivo, e i posti letto sono diminuiti». Ora il sindacato evidenzia come da aprile sia «entrato in vigore il progetto che vede coinvolta l'urologia, un progetto che prevede che i ricoveri nel reparto di urologia avvengano solo dal lunedì al venerdì ed esclusivamente in elezione, cioè i pazienti che hanno bisogno di un ricovero urgente dal Pronto Soccorso non potranno più essere ricoverati, ma dovranno essere inviati all'ospedale di Cona, dove ci aspetteremo a questo punto di trovare un grande potenziamento del reparto, pronto quindi a dare una risposta efficace a tutti i pazienti che ne hanno bisogno, ma forse oggi non è così». Quindi via a «progetti, che potrebbero anche essere migliorativi, ma poi non si sa mai dove si vuole arrivare...» E ricordando come la razionalizzazione «sulla spesa del personale è stata pesante, oggi assistiamo all'introduzione di infermieri, Oss e ostetriche provenienti da agenzie interinali». Da qui le preoccupazioni del sindacato sul «destino di questo ospedale, che ha sempre dato una buona risposta ai bisogni di salute dei cittadini, punto di riferimento di un territorio di confine, che ha visto negli ultimi anni la perdita di grandi professionisti, e ancora una volta chiediamo alla direzione quale saranno le “specifiche vocazioni operative” per gli ospedali della provincia di Ferrara, tanto decantate in ogni occasione pubblica e nelle Conferenze territoriali socio sanitarie». Quindi la Fp Cgil, invitando anche un intervento della politica, sottolinea come non si possa fare «buona sanità se ci si orienta esclusivamente sul risparmio senza considerare la qualità dei servizi, la professionalizzazione, valorizzazione e formazione dei professionisti».
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