«Ma che bel Grattacielo»
Passato e presente di un edificio nella lettura degli studenti dell’Aleotti
Il Grattacielo di Ferrara è diventato un "cantiere" di MuseoFerrara, la piattaforma museale dell'Assessorato alla Cultura, è stato presentato ieri mattina in conferenza stampa insieme ai ragazzi dell'Aleotti, protagonisti e autori delle schede redatte per la divulgazione online. «MuseoFerrara è un po' la wikipedia della nostra città - ha esordito il vice sindaco con delega alla cultura Massimo Maisto - l'idea è sempre stata quella di arricchire i contenuti del sito in collaborazione con i cittadini, e in questo modo gli studenti hanno potuto misurarsi con un lavoro vero e proprio, accettare compromessi e far sottostare la propria creatività a delle regole». Ed è così che un luogo simbolo di degrado per la maggior parte dei ferraresi ha saputo riportare alla luce il suo passato, ricordando ai ferraresi quando era uno spazio di accoglienza negli anni del dopoguerra, tramite la voce dei suoi abitanti, i quali lungi dall'essere spaventati o irritati, incentivano la valorizzazione degli appartamenti dei "grattacieli", così luminosi e dalla vista mozzafiato.
«Negli anni Cinquanta - ha continuato l'assessora all’urbanistica Roberta Fusari - quell'architettura era pura avanguardia. In quel periodo Ferrara tendeva veramente al futuro, i grattacieli sono costruiti con una qualità indiscutibile per l'epoca, partendo dalla planigrafia a petalo e arrivando alla ideazione di un ampio giardino tutt'intorno alle case».
I ragazzi dell'Aleotti hanno accolto la sfida con entusiasmo, portando avanti con dedizione un percorso "tortuoso ma soddisfacente", come l'ha definito la professoressa di riferimento del progetto, Paola di Stasio. «Abbiamo scoperto molto di più di quanto ci aspettavamo - ha raccontato - gli appartamenti sono panoramici, e abbiamo avuto l'opportunità di vedere Ferrara dall'alto, l'accoglienza dei residenti è stata meravigliosa. È vero, abbiamo visto anche squallore, pianerottoli bui e decadenza, ma siamo giunti alla conclusione che sarebbe un vero peccato abbatterli». Lo testimoniano le parole della 5ªB, presente alla conferenza, che ha dipinto il grattacielo come un luogo sottovalutato, pieno di vita e di orgoglio dei residenti, i quali sentono soprattutto l'esigenza di riportarlo al suo valore originale.
Irene Lodi
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