Riqualificazione, serve ancora tempo Il 31 maggio passerà senza deliberazioni
Nemmeno il 31 maggio è una data-limite per l’infinita vicenda del Palazzo degli Specchi, che ieri sera ha fatto registrare momenti di tensione tra un gruppo di residenti e alcuni occupanti abusivi....
Nemmeno il 31 maggio è una data-limite per l’infinita vicenda del Palazzo degli Specchi, che ieri sera ha fatto registrare momenti di tensione tra un gruppo di residenti e alcuni occupanti abusivi. Per quanto riguarda il progetto di riqualificazione, contrariamente a quanto era filtrato nelle scorse settimane, non giungono segnali d’imminenti decisioni da Roma, nè dalla Cassa depositi e prestiti nè da Investire Sgr. Sono questi i due soggetti che devono prendere le decisioni cruciali, sotto forma di delibere dei rispettivi consigli di amministrazione, per varare il progetto di riqualificazione che prevede tra l’altro la costruzione di 200 alloggi sociali e della sede della Polizia municipale. Questi passaggi formali sono collegati tra di loro, nel senso che il finanziamento da 33 milioni della Cdp non può essere deliberato in assenza di una base attuativa del progetto, che spetta appunto al soggetto realizzatore, cioè la società di gestione Investire: si ha notizia di richieste di documenti da parte di quest’ultima, non ancora di date fissate per il via libera. Anche l’ormai certo scollinamento del 31 maggio, data indicata in maniera informale da Palazzo Municipale ma mai comparsa in alcun documento, non incide sulla disponibilità dell’investimento Cdp, che resta ferma a quanto ribadito di recente, dopo la burrasca degli arresti del costruttore Vittadello: nessuno stop o scadenza, si va avanti nella valutazione delle «condizioni di fattibilità dell’investimento».
Non è di questo avviso Nicola Lodi, responsabile immigrazione della Lega Nord, che torna a sollecitare il sindaco Tagliani a sgomberare il Palaspecchi. «Il non finanziamento del progetto al 31 maggio - è la sua valutazione - non può mettere uno stop anche alle innumerevoli azioni che l’amministrazione deve attivare».
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