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Ariostea, ore contate per il vandalo in libertà

Ariostea, ore contate per il vandalo in libertà

Dopo gli imbrattamenti e gli incendi presto a suo carico provvedimenti restrittivi Le misure attese probabilmente stamattina. Arrivano le telecamere del Comune

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Potrebbero essere le ultime ore di libertà (e forse stamattina sarà già tutto avvenuto) per l’autore dei blitz incendiari e dei deturpamenti a danno della Biblioteca Ariostea. Le indagini svolte da carabinieri e polizia si sarebbero già concretizzate nella richiesta di un provvedimento restrittivo a carico della persona notata da testimoni mentre imbrattava con vernice azzurra l’interno dell’edificio storico e sospettata di essere coinvolta in altri fatti, ancora più gravi, come il rogo del portone del palazzo, pesantemente intaccato dalle fiamme.

Gli inquirenti - da quanto si è appreso - ritengono di aver raccolto elementi sufficienti per poter chiedere al giudice di limitare i movimenti del giovane che da alcune settimane ha creato un clima di apprensione e preoccupazione tra i frequentatori e il personale del servizio e ha spinto privati cittadini, associazioni e istituzioni a chiedere l’applicazione di misure in grado di ripristinare le originarie condizioni di sicurezza in biblioteca e garantire l’incolumità di chi la frequenta oltre alla protezione dell’immenso patrimonio culturale, librario e documentale conservato nell’edificio. Il provvedimento, per essere efficace, potrebbe essere più pesante di un semplice ordine di non avvicinarsi a Palazzo Paradiso, anche perché il giovane - uno stagista che aveva concluso il periodo di formazione in via Scienze in una situazione di forte attrito con la direzione del servizio - ha ripetuto gli atti vandalici senza nemmeno preoccuparsi di essere notato da testimoni, dopo le prime denunce depositate a suo carico. La situazione, in biblioteca, resta tesa. Ieri una telefonata giunta negli uffici di via Scienze aveva suscitato allarme. Presunte minacce hanno fatto accorrere sul posto la polizia che poi ha compiuto un accertamento sulla natura della chiamata assieme al personale della vigilanza (in queste ore il palazzo è presidiato dai vigili urbani). Alla fine l’episodio si sarebbe rivelato un falso allarme, ma il fatto la dice lunga su come si stiano vivendo all’Ariostea queste ore e queste giornate. Il direttore, Enrico Spinelli, ieri ha ribadito la speranza che «al più presto, nel giro di brevissimo tempo, possa arrivare dalle autorità competenti la buona notizia che restituirà la necessaria serenità e tranquillità a tutti noi e che fermi la violenza a cui stiamo assistendo in queste settimane». Si è intanto saputo che, nel piano delle opere pubbliche mirate ad innalzare i livelli di sicurezza degli edifici storici comunali, da tempo è stata inserita una serie di interventi tecnologici che prevedono l’installazione di telecamere esterne, anche all’Ariostea. Si tratterebbe di dispositivi di videosorveglianza gestiti da un organo amministrativo, utilizzabili in modo più restrittivo rispetto ai sistemi installati dalla questura per motivi di sicurezza. Ma l’effetto deterrente, come la possibilità di usare eventualmente il materiale registrato a fini investigativi, potrebbe comunque scoraggiare episodi come quelli in questi giorni all’attenzione dell’opinione pubblica, delle istituzioni e delle forze dell’ordine.

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