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tante curiosità extrapolitiche

Il segretario provinciale era anche confessore

Il segretario provinciale era anche confessore

La commissione quadri aveva pure il compito di controllare se le coppie potevano sposarsi

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Concludendo l'iniziativa di ieri mattina all'Istituto di storia, Antonio Rubbi, ex segretario della Federazione Pci, ha sottolineato l'importanza dell'iniziativa sull'Archivio storico del Pci: «Abbiamo il dovere di farla conoscere, soprattutto ai giovani. Quei periodi vanno studiati e va fatta anche una rivisitazione critica di quello che è avvenuto allora». Rubbi ha anche ricordato che accanto all'importante lavoro d'archivio si dovrebbe affiancare un approfondimento per aumentare la conoscenza attraverso chi ha vissuto quei fatti.

Una vita pubblica e privata quella che è venuta fuori anche da alcune rapide osservazioni fatte da Angela Ghinato, con storie che spesso non si pensa possano essere contenute in documenti che fanno la storia del Pci ferrarese, ma che forse appartengono anche a altre province italiane, in particolare della nostra regione dove il partito poteva contare su mezzo milione di iscritti. Anche aneddoti curiosi sul ruolo del segretario provinciale che era spesso anche una sorta di “confessore”, come quando la moglie di un compagno andò da lui perché il marito le faceva le corna e lei chiedeva il suo intervento risolutore. Certo che oggi può far sorridere, ma i più anziani ricordano (e anche ieri mattina è uscita qualche battuta) la Commissione quadri guidata da Renato Costetti che aveva anche il “compito” di controllare se quella tal coppia era adatta a sposarsi oppure no. E non si pensi che il giudizio che veniva espresso non fosse tenuto in considerazione. Allora la formazione del quadro di partito passava anche attraverso queste “strettoie”. Poi toccava alla scuola di partito formare il quadro dirigente, l'amministratore serio e onesto. Ci sono poi - ha ricordato sempre la Ghinato pescando qua e la, le lettere che venivano inviate alla redazione de l'Unità, che raccontavano vere e proprie storie di vita, di lavoro, di resistenza alle difficoltà che per molti anni hanno interessato anche la nostra provincia.

Un partito di massa, estremamente radicato nel mondo del lavoro sia nelle campagne che nell'industria che andava crescendo, un partito che forniva i dirigenti degli enti locali per un governo ininterrotto dalla fine della seconda guerra mondiale sino agli anni novanta. I documenti che raccontano questa storia, ma anche le immagini di importanti avvenimenti come manifestazioni e scioperi, dei manifesti (alcuni portano la prestigiosa firma di Carlo Rambaldi) sono già nel sito e altri ne verranno aggiunti prossimamente. Entrando nel sito dell'Istituto di Storia (www.isco-ferrara.com) è possibile alla voce Archivi entrare in quello storico del Pci ferrarese. (f.z.)

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