Scomparso Beppe Malavasi Lutto nel mondo arbitrale
VIGARANO MAINARDA. È deceduto ieri mattina all’ospedale “Santissima Annunziata” di Cento dove si trovava da qualche tempo ricoverato, Giuseppe Malavasi di 68 anni. La notizia ha fatto in un attimo il...
VIGARANO MAINARDA. È deceduto ieri mattina all’ospedale “Santissima Annunziata” di Cento dove si trovava da qualche tempo ricoverato, Giuseppe Malavasi di 68 anni. La notizia ha fatto in un attimo il giro del paese perchè era molto conosciuta, ed apprezzata, sia per la sua attività di imprenditore agricolo che per aver ricoperto importanti ruoli all'interno dell'Aia (Associazione Arbitri Italiani). Pur sofferente da tempo Giuseppe Malavasi era ugualmente sempre presente alle più importanti manifestazioni religiose che si svolgevano sia nel capoluogo che nella frazione di Vigarano Pieve.
Era il suo modo di dimostrare l'attaccamento alla comunità, e alle tradizioni, e lo ha fatto fino alla fine. Il destino beffardo, come sempre, lo ha rapito all'affetto dei suoi cari, la moglie Luciana e i figli Nicola e Silvia, e degli amici a pochi giorni dell'1 giugno, giorno del suo compleanno. Oltre alla famiglia ed alla comunità in cui viveva il grande amore di Giuseppe Malavasi è stato quello di arbitrare la partite di calcio. Per tutti in paese era "Beppe, l'arbitro". nella sua carriera decennale nelle fila dell'Aia era arrivato fino a fare l'assistente nella Can/B. Quando per limiti di ètà ha dovuto rientrare nei ranghi ha ugualmente voluto portare il suo contributo nel direttivo della sezione Aia ferrarese per poi, per due mandati, guidarla come presidente. Per diversi anni grazie agli scambi di gemellaggio del comune di Vigarano Mainarda, con i comuni di Salgotarjan (Ungheria) e Caudebec Les Elbeuf (Francia), in paese veniva organizzato un torneo internazionale di calcio per ragazzi in età da scuola media. Ogni volta Giuseppe Malavasi, ed il direttivo dell'Aia di Ferrara, si mettevano a disposizione per organizzare al meglio tutti gli aspetti. Anche le terne arbitrali non volevano il rimborso spese perchè, diceva Giuseppe Malavasi, «fa parte della filosofia di noi arbitri collaborare con chi opera per far incontrare, tra loro, giovani generazioni con usi e costumi diversi». (g.b.)
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