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Sotto il cofano un “sasso” con 130 grammi di cocaina

Sotto il cofano un “sasso” con 130 grammi di cocaina

Due persone arrestate della polizia: partite da Napoli, fermate a Massa Fiscaglia Il gip dispone i domiciliari per uno e libera l’altro. La droga forse destinata ai Lidi

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L’avevano nascosta in una nicchia del vano motore dell’auto, un’utilitaria, e con quella specie di sasso bianco, del diametro di una decina di centimetri, avevano fatto rotta da Napoli verso Ferrara. La loro compagna di viaggio però, una palla irregolare formata da 130 grammi di cocaina ancora da grattare e sfarinare per essere rivenduta al dettaglio appositamente tagliata, si è fermata nelle mani della polizia prima di finire in quelle dei consumatori che l’attendevano probabilmente sulla costa.

I due corrieri, Gennaro Ruggiero, 49 anni, e G.E., 42, napoletani, sono stati arrestati. Ieri l’arresto è stato convalidato dal giudice delle indagini preliminari, poi per Ruggiero sono stati disposti gli arresti domiciliari (si è assunto la responsabilità della detenzione) mentre G.E. è stato rimesso in libertà (mancanza di gravi indizi: sarebbe stato all’oscuro del trasporto illegale). I due sono difesi dallo studio Malmusi, di Bologna.

La Squadra mobile di Ferrara, diretta da Andrea Crucianelli, li ha intercettati a Massa Fiscaglia, davanti alla casa di alcuni conoscenti che li ospitavano. Da qualche tempo i movimenti della coppia erano tenuti sotto stretta osservazione: l’indagine aveva preso spunto da un altro filone investigativo e aveva portato gli inquirenti sui loro passi. Quando sono stati fermati, mercoledì scorso, i due corrieri addosso non avevano nulla, nè droga nè una somma in contanti che potesse essere classificata come provento di un traffico illecito.

A far scattare l’arresto (poi riveduto e corretto, per gli effetti pratici, dal gip al termine della direttissima di ieri) è stata la successiva perquisizione dell’auto, una comunissima Lancia Y presa a noleggio per trasportare lo stupefacente senza dare troppo nell’occhio e muoversi con un mezzo “pulito” verso il mercato di sbocco. La polizia, assieme al magistrato che coordina il lavoro degli inquirenti, Giuseppe Tittaferrante, ha già iniziato a ricostruire le modalità dello scambio. Ma al momento, ha precisato il capo della Mobile, Crucianelli, si tratta di un’ipotesi investigativa che dovrà essere vagliata anche alla luce delle future risultanze dell’indagine, non ancora conclusa.

I due, dicono in questura, raggiungevano spesso Ferrara, in particolare tra la metà e la fine della settimana per poi rientrare a Napoli. Qual era il motivo di questi viaggi (frequenti)? «Pensiamo che la droga venisse qui trasformata in dosi da smerciare probabilmente nella zona dei Lidi comacchiesi», il quadro prospettato al giudice dagli inquirenti.

Al momento, come si diceva, non sono ancora stati raccolti tutti gli elementi d’indagine ma «molte cose fanno pensare che la cocaina prendesse quella strada e che, in base ai contatti degli indagati, venisse poi ceduta a una clientela stanziale, non a turisti», ha aggiunto Crucianelli.

Da quanto si è appreso, il “sasso” doveva essere ceduto ad una persona, qui, nel ferrarese. Le piccole dimensioni dell’involucro sequestrato «non devono trarre in inganno - ha osservato il capo della Squadra Mobile - Quei 130 grammi tagliati per il consumo al dettaglio sarebbero diventati probabilmente 4-500 grammi per un valore di mercato che si può valutare in circa 30mila euro». Una somma di tutto rispetto, soprattutto se la tratta Napoli-Ferrara (o Massafiscaglia) era davvero coperta con l’assiduità sospettata dalla polizia.

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