Terminata la stesura dell’archivio storico del Pci ferrarese
Ora è consultabile anche per buona parte on line all’Isco Ieri alla presentazione c’era anche Antonio Rubbi
Una storia lunga quasi un secolo, per la precisione settant'anni (dal 1921 al 1991), ma che in parte continua ancora oggi. Si tratta del Pci (Partito comunista italiano) del quale ieri mattina nella sala dell'Istituto di storia contemporanea di vicolo S. Spirito, è stato presentato l'Archivio storico del Pci ferrarese. Un archivio che è stato messo in parte online, in modo da essere consultato e utilizzato da ricercatori, studenti e chi ama la storia. Un lavoro iniziato tre anni fa e che è destinato a proseguire per la mole e l'importanza del materiale disponibile. «Un archivio - ha detto Anna Quarzi, presidente dell'Isco - che è il frutto di un intenso lavoro di un comitato scientifico e di ricercatori, storici e archivisti. Un lavoro che non avremmo mai potuto realizzare senza il contributo economico della Fondazione l'Approdo». «L'Approdo - ha spiegato il suo presidente Bracciano Lodi - nata nel 2007 dalla Federazione Ds di Ferrara, ha ereditato il patrimonio immobiliare del partito che vuole valorizzare e utilizzare per fini sociali e vuole anche promuovere attività legate alla storia della sinistra italiana. Questo importante lavoro di studio e conservazione della memoria lo sta assumendo sempre più l'istituto diretto dalla Quarzi. Per quanto riguarda il Pci ferrarese si tratta di quasi 400 buste con il materiale più vario con relazioni, documenti, materiale multimediale, fotografie, pellicole, video, manifesti; in parte riordinati in un paio di occasioni ma che oggi sono al vaglio di esperti ricercatori. Nell'Istituto vi sono altri archivi, come quello della Dc, l'Archivio del movimento femminile (si tratta dell'archivio di Wanda Cazzola, moglie dello storico Franco), da poche settimane c'è anche l'importante archivio del regista ferrarese Massimo Sani. "Stiamo acquisendo proprio in questi giorni - ha detto la Quarzi - la donazione che ci ha fatto la famiglia di Italo Balbo e il fatto che abbia scelto noi ci riempie di gioia».
Alla presentazione ieri mattina c'erano, tra l'altro, diversi esponenti del vecchio Pci, dei Ds e dell'attuale Pd, militanti e simpatizzanti di questo lungo periodo di storia della nostra provincia. «Una storia - ha detto Franco Cazzola - che non ha pari, in una provincia particolare fatta per lo più di braccianti, di precari giornalieri. È importante ricostruire la base documentaria di un partito che inizialmente era di quadri e si è trasformato in partito di massa. Oggi esiste il problema dei candidati, allora vi era un grande partito che era selezionatore dei candidati e vi era un controllo su queste persone; oggi non è più così ed è anche per questo che tutto ciò è diventato storia». Al ricercatore Omar Salani Favaro e Angela Ghinato e Edoardo Moretti è toccato poi il compito di presentare il sito dell'archivio del Pci ferrarese e alcuni esempi di archiviazione. La preziosa conclusione è stata poi fatta da Antonio Rubbi, ex segretario provinciale del Pci, deputato e dirigente nazionale del Partito.
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