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Alcol in centro, divieti più morbidi

Alcol in centro, divieti più morbidi

Ascom e Fipe: no al limite di mezzanotte. Il Comune apre a modifiche. Fi attacca

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Sarà modificata l’ordinanza anti-alcol del sindaco Tagliani. Le misure annunciate venerdì in conferenza stampa, infatti, non sono piaciute agli esercizi pubblici dell’entromura, che dovrebbero per l’intero periodo estivo astenersi dal vendere alcol da mezzanotte in poi (chiudendo all’1), con tanto di multe a chi beve per strada dopo quell’ora. «Diciamo subito che l’impianto generale dell’ordinanza, in particolare per quanto riguarda la zona Gad e i market etnici, è positivo, ma sul fronte orari e vendita alcol in centro rischiano di penalizzare una città turistica come la nostra - sottolinea Davide Urban, direttore Ascom - Chi non ha distese, che sono escluse dai divieti, o anche piccole distese attorno alle quali raccoglie molti clienti che bevono in piedi, non possono essere limitati in questa maniera. Conto ci possano essere modifiche e già gli assessori competenti hanno aperto in questa direzione». I primi contatti ci sono stati già ieri mattina, domani è in calendario un incontro ufficiale tra Ascom-Fipe e Cna da una parte, e l’assessore Roberto Serra dall’altra: «Si approfondirà ulteriormente con le stesse associazioni, nella logica di un franco confronto al quale l’amministrazione e tutte le associazioni non si sono mai sottratte, il dispositivo riguardante il perimetro entro mura. Non sarà all’ordine del giorno invece alcuna trattazione circa la bozza -ordinanza avente oggetto l’area Gad». Agli esercenti, in realtà, «non è chiaro nemmeno il motivo di questo provvedimento per quanto riguarda l’entro mura. Non è certo multando dei ragazzi a passeggio con il bicchiere di birra che si otterranno risultati» rincara la dose Matteo Musacci (Fipe).

Si scaglia contro l’amministrazione Matteo Fornasini (Forza Italia), che trova «davvero singolare che la nuova ordinanza del Comune volta a contrastare le problematiche di degrado, sicurezza e ordine pubblico nella zona Gad, in realtà introduca prescrizioni anche per tutta la zona entromura». Fornasini è poi «letteralmente sconcertato» dal fatto che l’ordinanza sia stata definita «senza che prima sia stato avviato un serio e reale confronto con gli operatori e le associazioni di categoria».

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