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Ariostea, arrestato il vandalo-stalker

Ariostea, arrestato il vandalo-stalker

Andrea Rotunno, 30 anni, è ai domiciliari a Matera. Fino alla sera prima ha inviato sms persecutori al direttore

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Non si era mai preoccupato di farsi riconoscere: quando non aveva agito sotto gli occhi di numerosi testimoni aveva lasciato - chiara - la sua firma sul luogo del reato. Eppure dopo il clamore suscitato dalla sua ultima “impresa” - l’incendio del portone della biblioteca del 25 maggio - aveva preferito lasciare Ferrara e raggiungere i genitori in provincia di Matera. Ma anche da lì, fino all’ultimo, fino a venerdì sera, ha continuato a perseguitare con sms e telefonate il direttore della biblioteca, eletto a parafulmine della sua delusione per il mancato rinnovo di un contratto di lavoro.

A interrompere un crescendo di molestie e vandalismi sempre più allarmanti è arrivato, ieri, l’ordine di arresto per Andrea Rotunno, 30 anni, ora ai domiciliari a Matera con le accuse di incendio, imbrattamento e deturpamento di beni monumentali e stalking. Le prove e gli indizi a suo carico raccolte da Polizia di Stato e carabinieri hanno infatti indotto il gip Silvia Marini ad accogliere la richiesta di misura restrittiva avanzata dal pubblico ministero Ciro Alberto Savino. Un sollievo. Non solo per la biblioteca - tenuta per un mese sotto scacco da continue incursioni e dai raid piromani - non solo per il suo direttore e alcuni dipendenti di Caritas e Ufficio Giovani del Comune - costretti a cambiare abitudini e indotti in uno stato di ansia per i pedinamenti e gli appostamenti subìti - ma per l’intera città.

Non ha nascosto la sua soddisfazione per il risultato raggiunto, il questore Antonio Sbordone, nel comunicare l’arresto avvenuto al termine di un’attività di indagine condotta da Digos (rappresentata dal sostituto commissario Alessandro Chiarelli), Divisione Anticrimine (con il dirigente Mario Barbato), Squadra mobile e Arma dei carabinieri (rappresentata dal capitano della Compagnia di Ferrara, Marcello Mari). Se infatti l’attribuizione di numerosi episodi a Rotunno era certa, meno semplice di quanto si possa pensare è stata la raccolta di elementi a carico dell’ex stagista per i due incendi del 16 aprile e del 25 maggio. Soprattutto quest’ultimo episodio, però, era risultato significativo: non solo per le tracce di vernici blu (ormai una specie di “marchio” delle sue azioni), ma anche per i nomi scritti a caratteri cubitali sulle pareti di Palazzo Paradiso di due operatori della Caritas che erano finiti nel mirino di Rotunno. A rafforzare il quadro, la perquisizione domiciliare nella sua casa di Ferrara che ha portato a scoprire una tanica contenente ancora un po’ di benzina, e ampie tracce di vernice blu su suoi abiti, sul pavimento del garage e in diversi contenitori. A questo si aggiunge lo stalking, ancora nel 2014, ai danni di una sua ex fidanzata.

Il rancore di Rotunno nei confronti del direttore dell'Ariostea, esteso poi alla Caritas e all'Ufficio Giovani del Comune di Ferrara, era sorto dalla convinzione che il dirigente dell'Ariostea fosse responsabile del mancato rinnovo del suo contratto di lavoro. Rotunno infatti era stato inserito in un programma di formazione Garanzia Giovani patrocinato dal Comune di Ferrara e che predeva appunto un anno di stage all'Ariostea, dal febbraio 2015 al febbraio 2016. A metà aprile era cominciata l'attività persecutoria non solo nei confronti di Palazzo Paradiso, ma anche di tutte quelle persone che riteneva responsabili del suo insuccesso.

Gli inquirenti avevano avanzato l'ipotesi di un divieto di avvicinamento all'Ariostea e alle persone perseguitate, il gip è andato oltre e ha disposto gli arresti domiciliari, misura che notificata nella tarda mattinata di ieri. «Un bene per tutti», ha commentato il vicesindaco Massimo Maisto.

Alessandra Mura

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