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Malucelli: slegati da partiti siamo la vera nuova linfa

Malucelli: slegati da partiti siamo la vera nuova linfa

Dal lavoro alla sanità, una carrellata sui progetti della civica Onda Centese «Il primo intervento da fare? Garantire i servizi alla base del buon vivere»

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«Torniamo alle cose quotidiane, riappropriandoci della nostra storia e della vivibilità». Enrico Malucelli, candidato sindaco della lista civica Onda Centese, ribadisce così un concetto che, oltre a essere programma elettorale, è filosofia di vita. E proprio dal contatto con la gente, dalla vita di tutti i giorni, sono scaturite una candidatura e una lista che, spiega Malucelli, «sono assolutamente slegate dai partiti, in una civica che è alternativa agli schieramenti tradizionali. In questi anni Cento ha provato varie amministrazioni, dalla civica al centrodestra, al centrosinistra. E la gente è sfiduciata: noi siamo la linfa nuova, con un nostro progetto pronto per essere messo in pratica».

In visita alla redazione della Nuova Ferrara, Malucelli apre la serie di interviste con i cinque candidati sindaco di Cento, che risponderanno tutti sugli stessi temi, per dare ai cittadini la possibilità di un confronto.

Perché Cento possa mettere le fondamenta per diventare una "città futura", serve un impegno sul mondo del lavoro. Come pensa di rilanciare la vitalità delle realtà produttive già presenti - alcune delle quali hanno orizzonti a livello globale - e come dare spazio al potenziale delle nuove imprese, per creare nuovi posti di lavoro non solo nei servizi?

«Il futuro è nel presente, ovvero - risponde Malucelli - , nella valorizzazione di alcune eccellenze che già esistono nel nostro territorio quali, ad esempio, il Tecnopolo di Cento, specializzato nella robotica, nella stampa 3D e nell'alta tecnologia informatica applicata al biomedicale. Bisogna creare o incentivare i tavoli di concertazione con gli artigiani, gli imprenditori, gli istituti di credito e con essi fare sistema favorendo, anche, una politica di sgravi fiscali e di rafforzamento delle intese tra Cento e la regione Emilia Romagna settore attività produttive. Per i giovani si deve creare un fondo di garanzia allo start up e assisterli nella richiesta di fondi dell’Unione Europea».

Per quanto riguarda il lavoro, incide molto anche il commercio, sia nel centro cittadino sia nelle frazioni. È possibile un intervento pubblico per valorizzare l'esistente e creare nuovi spazi per nuove attività?

«Il commercio è correlato all’afflusso di gente. Per favorirlo bisogna procedere, innanzitutto, a un “lifting urbano” in modo da rendere belle le nostre vie, i nostri portici. Implemento degli arredi urbani, dell'illuminazione notturna, pulizia, eliminazione delle barriere architettoniche. Essenziale l'organizzazione e la calendarizzazione di eventi in sinergia con tutti i commercianti e con le associazioni presenti sul territorio. Parcheggi gratuiti in prossimità del centro».

Sul fronte della sanità si assiste a una sempre più pressante riorganizzazione dei servizi. Come è possibile mantenere i livelli richiesti dai cittadini per quello che riguarda l'ospedale di Cento? E come garantire il futuro del Santissima Annunziata?

«L'ospedale di Cento è fondamentale, per la sua dimensione transprovinciale tra Ferrara, Bologna e Modena. Quindi lo si deve intendere inserito in un sistema di rete sanitaria più vasta non limitando i suoi collegamenti e riferimenti al Polo di Cona. Essere inserito in un piano di programmazione della sanità provinciale non è più attuale, bisogna ragionare nei termini della futura area vasta emiliana. Sono già partiti i lavori per il nuovo Pronto Soccorso e sono state potenziate alcune attività nell'ambito dell' area medica (medicina, rianimazione, cardiologia e lungodegenza) secondo la logica moderna dell'assistenza modulata per intensità di cure. È riconosciuto e confermato l'ottimo livello della chirurgia ginecologica, mentre i rimanenti ambiti chirurgici (chirurgia generale, urologia e ortopedia) sono oggetto di un'attuale riorganizzazione che ne favorisca la piena valorizzazione. Non va dimenticata l'eccellente dotazione tecnologica del reparto di diagnostica per immagini, così come la provata esperienza e professionalità di tutti gli operatori che prestano servizio nei vari reparti».

Tutto questo è sufficiente per dare garanzie di continuità?

«Considerazione importante per mantenere il ruolo dell’ospedale Santissima Annunziata adeguato ai livelli richiesti dalla popolazione - ribadisce Malucelli - è che non va dimenticato come la condizione prevalente dei bisogni di salute sia caratterizzata dalla cronicità di alcune patologie. Così è necessario che la struttura ospedaliera sia anche inserita in un'efficiente rete di percorsi assistenziali che la colleghino ai servizi territoriali dei medici di famiglia, dell'assistenza domiciliare e degli specialisti in quella ambulatoriale».

Quindi il sindaco in che modo può intervenire?

«Compito di un sindaco è quello di ascoltare e rilevare i bisogni della popolazione e, nel caso, di carenze dei servizi e portare sul tavolo della direzione sanitaria provinciale/regionale con puntualità e insistenza le richieste di adeguamento delle offerte assistenziali pretendendo risposte e risultati . Sono queste le azioni che il primo cittadino deve esercitare per essere ascoltato dai vertici Asl. Importante per Onda Centese è garantire continuità tra servizio sanitario e servizi sociali nell'ottica di assistenza alla persona e di destinare contributi ai meno abbienti che devono affrontare, ogni giorno, i costi per l'accesso alle cure di patologie croniche».

Tra le questioni che sono sul tappeto pressoché da sempre, quella dei rapporti tra Cento e le frazioni. È possibile riuscire ad arrivare a una reale integrazione tra il capoluogo e i paesi?

«Certamente, con una politica di rete e di obiettivi comuni quali la sicurezza, la viabilità, l'ambiente. La condivisione parte dalla viabilità di tutti i giorni, dalla manutenzione delle strade, all’asfaltatura, alla riapertura di strade da troppo tempo chiuse, così come dall’implementazione delle piste ciclabili e dell'illuminazione pubblica. Opere tutte che non penalizzano o stravolgono l'ambiente, anzi lo valorizzano nel rispetto dell'impronta ecologica chilometro zero. Grande attenzione e rispetto saranno date alle consulte civiche, che sono anello di congiunzione importantissimo tra l'amministrazione comunale e tutto il territorio».

Cresce la popolazione anziana: quali strategie per dare sostegno a loro e ad altre persone "fragili", come possono essere i disabili?

«Onda Centese è particolarmente attenta ai bisogni della famiglia e, nell'ambito della stessa, alle categorie più "deboli", quali anziani, bambini, diversamente abili. Una società che non tenga in seria considerazione i bisogni di queste persone, non può essere definita civile. Bisogna favorire e valorizzare l'associazionismo e il volontariato che già nel territorio di Cento sono vivi, operanti e indispensabili per assicurare tutti i servizi di assistenza alla persona sola, malata o allettata. Incentivare le iniziative di svago e di interesse per la terza età. Abbiamo pensato a un progetto di continuità con la scuola che coinvolga i diversamente abili e che li inserisca nel mondo lavorativo valorizzando le abilità di ciascuno. Daremo grande sostegno a quelle associazioni che già lavorano in questo ambito. Abbiamo in programma la realizzazione di una palestra attrezzata per i diversamente abili e di un parco giochi per bambini. E, naturalmente, la sistemazione e la messa in sicurezza di tutte quelle aree già esistenti, ma non certo idonee al gioco sicuro dei nostri figli».

Qual è l'intervento che pensa di dover realizzare immediatamente, se sarà sindaco?

«Niente di eccezionale. Il programma di Onda Centese è costruito per cercare di tornare a un livello di normalità, di quotidianità in cui siano garantiti i servizi alla base del buon vivere e con l'obiettivo che ogni cittadino possa raggiungere livelli di vita dignitosa. Punteremo molto sul discorso dell’educazione civica, nelle scuole, ma anche sulla strada. Questo è il primo passo per ridare a Cento e frazioni l'antica bellezza. Tutti devono imparare ad avere a cuore la “cosa pubblica”. Solo così potremo ricreare una città vivibile, in una dimensione di crescita civica, socio-culturale e attivare tutte quelle dinamiche relative al turismo e alla promozione del nostro patrimonio artistico. Metteremo “mano” a tutti gli sprechi, in particolare ai compensi elargiti per incarichi “politicizzati”, a nostro avviso troppo alti. E utilizzeremo le risorse risparmiate per arrivare a realizzare azioni di pubblica utilità. Dopo ci sarà spazio, anche, per le grandi opere».

1. continua

Domani l’intervista

a Marco Mattarelli

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