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Obiettivi comuni ma per strade diverse

di Annarita Bova
Obiettivi comuni ma per strade diverse

I quattro candidati a sindaco a confronto sui temi più sentiti Immigrazione, sicurezza, famiglia e infrastrutture: progetti futuri

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I nomi sono sul tavolo da tempo. Roberto Badolato, Luca Lombardi, Nicola Minarelli e Alessandro Vacchi corrono per “la” poltrona ed hanno un obiettivo comune: far crescere Portomaggiore. Come? Quattro punti ritenuti fondamentali dagli elettori: immigrazione, sicurezza, famiglia, opere pubbliche. Sedici risposte che vedono particolarmente vicini il sindaco uscente Nicola Minarelli per Portomaggiore Futura e il candidato della civica Portomaggiore viva Alessandro Vacchi. Non troppo distante Roberto Badolato Per Portomaggiore Badolato sindaco, mentre sembra viaggiare su tutt’altra strada il candidato della Lega Luca Lombardi.

L’immigrazione è una potenziale risorsa o un problema di integrazione sociale?

Luca Lombardi: «Può essere una risorsa qualora vi siano le condizioni per gestirla. Il flusso migratorio, soprattutto quello pakistano, ha creato non pochi problemi di convivenza con i nostri concittadini. Per non parlare dei cittadini stranieri comunitari, romeni o addirittura i rom: c’è da mettersi le mani nei capelli. Sì, l’immigrazione è un problema, è inutile negarlo».

Roberto Badolato: «Da noi non ci sono campi rom e i cittadini pakistani partecipano attivamente alla vita della comunità grazie soprattutto al lavoro della Consulta. Certamente le difficoltà esistono e i problemi sono legati soprattutto al sovraffollamento degli appartamenti, al non rispetto di tutta una serie di criteri e in questo senso bisognerà lavorare parecchio».

Nicola Minarelli: «Mi piacerebbe fare un giro con il candidato Lombardi per capire dove sono gli accampamenti dei nomadi sul nostro territorio. Quello dell’immigrazione è un fenomeno complesso che non può essere gestito degli enti locali. Certo che gli stranieri sono una potenzialità e lo sono nel momento in cui diventano parte integrante della comunità, lavorando nella e per la stessa. Questo sta succedendo con le nuove generazioni».

Alessandro Vacchi: «Gli immigrati devono rappresentare una risorsa. Se da un lato è vero che la comunità pakistana non crea alcun problema di ordine pubblico, è altrettanto reale la loro non partecipazione attiva alla vita della nostra comunità. A Portomaggiore abitano e tornano alla sera per dormire ma lavorano e producono altrove. In questo senso bisogna cambiare.

La sicurezza dei cittadini è stata messa a dura prova. Quali mezzi, risorse e progetti da mettere in campo per contrastare il fenomeno?

Roberto Badolato: «Il problema è reale, la gente ha paura. Indubbiamente bisogna potenziare la collaborazione tra gli organi di polizia ma anche coinvolgere i cittadini e le associazioni di volontariato per una sorta di controllo diurno. Non sto parlando di ronde, sia chiaro».

Alessandro Vacchi: «L’approccio in questo caso deve essere concreto e dobbiamo fare i conti con le risorse limitate. Pensiamo sia necessaria la costituzione di un Comitato per la sicurezza, un Tavolo per tenere monitorata costantemente la situazione così da intervenire in maniera mirata».

Luca Lombardi: «Le telecamere sono state installate, ma non basta. Bisogna prevenire, potenziare i controlli e alzare la voce nel momento in cui le forze vengono concentrate su altri territori. E poi non nascondiamoci dietro a un dito: come si guadagnano da vivere certe persone? Cosa succede in determinati luoghi di culto? Certo che se si preferisce impiegare le forze di polizia ad installare gli autovelox per far cassa, la sicurezza viene sempre messa in secondo piano».

Nicola Minarelli: «Negli ultimi tre anni, grazie ai velox, le multe sono diminuite del 40% e i vigili urbani sono stati impiegati in maniera differente sul territorio. Al momento sono attive 27 telecamere, tre per ogni frazione più sei a Ripapersico in zona circonvallazione. Ne saranno installate altre 30 e nuovi vigili saranno assunti. In più ci sono contributi alla famiglie per l’installazione di sistemi d’allarme».

Famiglia e sociale. Esiste una ricetta per alleggerire il peso delle tasse? E qual è l’atteggiamento rispetto alle Unioni civili tra persone dello stesso sesso?

Nicola Minarelli: «Le Unioni civili sono previste dalla legge e io sono chiamato a rispettare la legge. Continuiamo a puntare su agevolazioni per quel che concerne il trasporto scolastico, la mensa e le rette degli asili. Importanti sono le borse lavoro, e valutiamo l’introduzione del baratto amministrativo nel rispetto delle norme vigenti».

Alessandro Vacchi: «In primo luogo strutturare un sistema per alleggerire il carico fiscale, con definizione di una “no tax area”; correttivi all’addizionale Irpef, ma anche vouchers per attivare una gamma di servizi per la cura della casa e della persona. Per quel che riguarda le unioni civili, c’è una legge e va rispettata».

Luca Lombardi: «Non ho nessuna intenzione di celebrare matrimoni gay, lo farà qualcun altro al mio posto. Qui viviamo una sorta di razzismo al contrario: le case vengono assegnate agli stranieri e le nostre famiglie si vedono continuamente surclassare da chi si è insediato da poco. Ecco perché abbiamo pensato alla formula del beneficio contributivo e partecipativo che consente di restituire a chi ha dato per il territorio perché risiede qui da anni quello che si merita.

Roberto Badolato: «Gli aiuti alle famiglie devono essere concreti. Sì al baratto amministrativo e alla possibilità di vedere i propri “debiti” diminuiti o cancellati in cambio di lavori per la comunità. Le unioni civili? No, no, io non sono d’accordo»

Nuove opere pubbliche ed eventuali infrastrutture: quali investimenti?

Luca Lombardi: «Bisogna portare a termine le opere incompiute. Ma soprattuttopuntare sulla qualità delle aziende e cambiare dunque i criteri di scelta».

Roberto Badolato: «Le strade, in particolar modo in alcune frazioni, non posso più aspettare, così come è necessario rivedere il sistema piste ciclabili e Parco Molinari».

Alessandro Vacchi: «La pianificazione urbana e funzionale del territorio e la realizzazione di infrastrutture pubbliche sono una chiave importante per lo sviluppo economico. Bisogna produrre un buon Psc».

Nicola Minarelli: «Manutenzione di immobili, strade e marciapiedi. Ma anche progetti per migliorare la fruibilità degli spazi pubblici».

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