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Impero da 120 milioni, scatta il sequestro

di Daniele Predieri
Impero da 120 milioni, scatta il sequestro

Per attività illecite congelati beni a imprenditore con affari a Ferrara: sigilli al 50% della società, per una decina di milioni

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FERRARA. E’ pugliese ed ha anche interessi a Ferrara nel settore immobiliare, essendo socio da 5 anni della società Borgo San Giorgio srl: nei suoi confronti è scattato ieri un sequestro, come misura patrimoniale, per 120 milioni di euro, di cui una decina di milioni di patrimonio qui a Ferrara per un complesso immobiliare alle porte della città.

Savino Tondo, imprenditore 59enne di Corato di Bari, indicato dagli inquirenti come pregiudicato per associazione per delinquere, furto, ricettazione, falso, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, già sorvegliato speciale di pubblica sicurezza, per i carabinieri di Bari, per procura e tribunale di Trani ha accumulato un patrimonio di 120 milioni di euro grazie ad affari illeciti.

E per questo motivo è scattato il sequestro, come misura patrimoniale voluta dalla legge antimafia, di tutti questi beni, tra cui anche quelli riconducibili a lui a Ferrara, solo al 50% della società Borgo San Giorgio, azienda di costruzione e vendita immobili, beni che ammontano ad oltre una decina di milioni di euro, da quanto si apprende dagli inquirenti. Ieri sera il suo socio, Giorgio Soffritti, interpellato per telefono dalla Nuova Ferrara, ha spiegato di non sapere granchè della vicenda, di esser stato informato da Tondo («mi ha chiamato al telefono»), ribadendo che lui («siamo soci da 5 anni, e per me è una persona a posto») comunque non ha nulla a che vedere con questo provvedimento e con le indagini portate avanti dai carabinieri pugliesi. Il provvedimento è stato notificato ieri e di questo si è avuta conoscenza anche a Ferrara dove c’è la sede legale della società finita sotto sequestro ma solo - ribadiamo - per la metà di proprietà di Tondo: l’altro 50% è escluso dal provvedimento. Sono stati ieri i carabinieri del comando provinciale di Bari a eseguire il provvedimento emesso - rispettando la legge antimafia - da Tribunale e richiesto da Procura di Trani: il sequestro ha interessato beni oltre che a Ferrara, tra Bari e Barletta/Trani, a Corato e Bisceglie.

Il provvedimento è la conclusione di una indagine patrimoniale dei carabinieri che ha permesso - spiega una nota dell’Arma - di accertare che Tondo aveva messo a disposizione la sua azienda, che operava nel commercio di veicoli, per ricettare auto rubate e concedere prestiti a chi non poteva avere accesso al credito, perchè protestate o fallite. L’indagine - secondo gli inquirenti - ha dimostrato che Tondo aveva poi reinvestito negli anni, nel settore immobiliare, ingenti capitali frutto della sua attività illecita. Scoperte anche una serie di società che rientravano nella sua disponibilità malgrado i bassi redditi dichiarati e che altri beni a lui riconducibili erano intestati a parenti e prestanome: un «impero», così definito dagli inquirenti, che lo ha portato ad accumulare una ricchezza di 120 milioni di euro.

Daniele Predieri

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