Impianto idroelettrico nel Volano
Energia pulita in grado di soddisfare circa 600 utenze con un risparmio stimato di 230 tonnellate di petrolio all'anno
Grande soddisfazione ieri mattina per l'inaugurazione sul territorio ferrarese di un nuovo impianto idroelettrico, realizzato lungo il Po di Volano in corrispondenza della conca di Valpagliaro, un modello all'avanguardia nel campo della produzione di energia da fonti rinnovabili.
Presenti al taglio del nastro, oltre alle autorità locali, l'onorevole Alessandro Bratti, la consigliere regionale Marcella Zappaterra e il sindaco e presidente della Provincia di Ferrara Tiziano Tagliani, il quale ha espresso apprezzamento per «un'iniziativa intelligente, dal bassissimo impatto ambientale e dalla grande utilità sociale, e il fatto che questo progetto sia stato realizzato in una provincia dalla scarsissima disponibilità di salti idraulici come la nostra, rappresenta senza dubbio un ulteriore vanto per noi. Ci si auspica che questo diventi un modello da seguire, dal momento che il ritardo del nostro paese in questo campo è evidente».
Questa del mini idroelettrico rappresenta una nuova frontiera che si apre nella ricerca di modi sempre più sostenibili nella produzione di energia, basata sulla valorizzazione di quelle risorse energetiche già esistenti sul territorio. L'energia associata a un salto idraulico anche solo di 3 metri - come quello corrispondente alla chiusa di Valpagliaro - è infatti già sufficiente a garantire interessanti risvolti tecnici ed economici in termini di conversione di energia. Perché quindi non inserire in tale contesto un impianto che possa sfruttare questa disponibilità energetica? Questa è l'idea che ha spinto gli ingegneri Nicola Fergnani, Michele Fergnani e Iuri Cantarini della società ferrarese Hydrolab srl, assieme all'ing. Fabrizio Brunetti dello Studio Ingegneri Associati, a sviluppare e realizzare un impianto che- superate le colossali lungaggini burocratiche durate più di 4 anni, e dopo 6 mesi di lavori- ora garantisce una produzione di energia totalmente pulita in grado di soddisfare circa 600 utenze elettriche domestiche, con un risparmio stimato di 230 tonnellate di petrolio all'anno. «Un impatto ambientale bassissimo, dal momento che si inserisce in un contesto già esistente- affermano soddisfatti Fergnani e Cantarini- inoltre i macchinari sono totalmente compatibili anche con la fauna ittica. Una risorsa rinnovabile continua e sempre disponibile, e quindi più pregiata" per la rete elettrica rispetto a eolico e fotovoltaico».
Il funzionamento dell'impianto si basa sullo sfruttamento dell'energia potenziale idraulica associata alla differenza di quota. Parte della portata fluviale viene convogliata verso due coclee idrauliche, quindi l'energia che il flusso assume in corrispondenza del salto mette in rotazione le coclee. L'energia meccanica legata alla rotazione viene infine convertita in energia elettrica attraverso i generatori trascinati dalle coclee, e quindi questa viene inviata alla rete. Un vero e proprio vanto per la nostra Provincia, non solo per l'avanguardia che rappresenta in campo energetico, ma anche perché è un'opera che può definirsi a chilometro zero". Questa infatti non solo è stata pensata, progettata ed è ora gestita da un'impresa privata tutta ferrarese, ma ferraresi sono anche quasi tutte le ditte che hanno materialmente eseguito i lavori: dalla fabbricazione della turbine, agli scavi, alle opere civili, fino alla carpenteria metallica. Unico rammarico rimane il fatto che le enormi lungaggini burocratiche e l'incertezza normativa ostacolano notevolmente lo sviluppo di queste opere, nonostante il know-how italiano sia leader mondiale in questo campo. L'auspicio è quindi quello di poter proseguire sempre più su questa strada.
Marcello Ferrari
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