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Mattarelli: la comunità va liberata dai poteri forti

Mattarelli: la comunità va liberata dai poteri forti

Il candidato di Libertà per Cento, Msi e Fdi chiude la campagna elettorale «Economia, sicurezza e ambiente sono i cardini del nostro programma»

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«Economia, sicurezza, ambiente. Questi sono i cardini del programma elettorale, fondamento su cui è basata la nostra campagna elettorale».

Marco Mattarelli, candidato sindaco della civica Libertà per Cento e delle liste di Msi e Fratelli d’Italia, parla a ruota libera: in visita alla redazione della Nuova Ferrara, per la serie di interviste ai candidati sincaco in corsa per le comunali di domenica. In più Mattarelli, per ribadire quello che è il suo impegno, evidenzia come oltre che dalle tre liste che compariranno sulla scheda elettorale, abbia avuto «il pieno sostegno anche di Fare, il movimento di Flavio Tosi, e di Azzurri ’94. La decisione di partecipare a queste elezioni? Cento dal 1993 non ha un sindaco indipendente e ha bisogno di uscire da quest’ottica dei poteri forti che hanno condizionato la vita della città, tranne Tuzet che è stato poi costretto ad andarsene. In più faccio opinione da 20 anni e dopo 5 anni in consiglio, ho maturato l’idea di mettere a disposizione le mie competenze e le mie conoscenze. Peccato che parte del centrodestra, che mi ha girato le spalle, abbia rifiutato le primarie».

Intanto Mattarelli spiega di aver puntato molto sulla sicurezza nell’ambito del suo programma, con «l’aumento di telecamere, corsi gratuiti di difesa per le donne, contrasto all’accattonaggio e all’abusivismo». Uno dei punti fondanti delle sue proposte ai centesi, anche con una serie di 16 comizi sul territorio, conclusa domenica: «Abbiamo toccato tutte le frazioni per due volte e la città di Cento per ben 4 volte più il Penzale. Abbiamo scelto il metodo più antico ma più popolare in quanto meno costoso e l'ho abbiamo abbinato all'utilizzo della tecnologia digitale, raggiungendo così migliaia di persone interessate, con una campagna costata meno di mille euro e interamente autofinanziata». E oggi alle 20 al White Park “pizzata” per le considerazioni finali, in attesa del dibattito in piazza, il 3 giugno: «Sarò a disposizione del pubblico per domande non preconfezionate. Spero che gli altri candidati sindaco accettino questo bagno di libertà».

Poi in redazione il via alle domande, identiche per tutti i candidati, per dare la possibilità di un confronto tra i programmi.

Perché a Cento possa mettere le fondamenta per diventare una “città futura”, serve un impegno sul mondo del lavoro. Come pensa di rilanciare la vitalità delle realtà produttive già presenti – alcune delle quali hanno orizzonti a livello globale - e come dare spazio al potenziale delle nuove imprese, per creare nuovi posti di lavoro non solo nei servizi?

«È tutto nel mio programma: alla voce semplificazione della burocrazia e tagli agli sprechi. È una delle cose più semplici da fare. Dare tempi veloci per le pratiche, identificare un tutor che sostenga chi si rivolge al Comune per le pratiche. Poi rimodulare e diversificare l’Imu (ad esempio per quanto riguarda i capannoni vuoti, creando così un incentivo a chi intende insediarsi sul territorio). Ritengo che una “burocrazia amica” possa facilitare sia le aziende presenti sia quelle che intendono insediarsi. E con i tagli agli sprechi sarà possibile dirottare risorse a favore dello sviluppo produttivo. Poi il coinvolgimento di tutte le attività del territorio, interagendo direttamente con loro per capirne i problemi. E favorire i progetti commerciali-industriali che abbiano la prerogativa di assumere prima le persone di Cento e delle frazioni. Poi non dimentichiamo la possibilità di istituire un fondo per le famiglie in difficoltà».

Per quanto riguarda il lavoro, incide molto anche il commercio, sia nel centro cittadino sia nelle frazioni. È possibile un intervento pubblico per valorizzare l’esistente e creare nuovi spazi per nuove attività?

«Puntiamo certamente alla sviluppo di progetti locali. E se un intende dare il via a un’impresa siamo pronti a dargli il massimo supporto. Poi pensiamo a riduzioni della Tosap per favorire i “dehor”, perché non dimentichiamo che se i locali in centro rimangono aperti diventano anche strumento per dare maggiore sicurezza. E per valorizzare il territorio e quindi dare valorizzazione a quanti operano nel Centese, possiamo intervenire anche con progetti di promozione di eventi culturali, sportivi, artistici. E promuovendo il Centese come terra dei motori, creando una manifestazione annuale. Perché è evidente che questa è una particolarità del territorio (non dimentichiamo Lamborghini o la Vm) che va valorizzata. Insomma una serie di misure e di proposte che abbiano la particolarità anche di favorire il turismo di quanti si spostano per assistere ad eventi».

Sul fronte della sanità si assiste a una sempre più pressante riorganizzazione dei servizi. Come è possibile mantenere i livelli richiesti dai cittadini per quello che riguarda l’ospedale di Cento? E come garantire il futuro del Santissima Annunziata?

«La difesa dell’ospedale Santissima Annunziata sarà da parte mia ad oltranza. E questo per mantenere servizi e strutture che funzionano. E per poter potenziare l’ospedale bisogna con determinazione lavorare per concorrere a rendere funzionale ed efficiente il pronto soccorso e i servizi del Santissima Annunziata. E portare avanti la richiesta per il pronto soccorso pediatrico, che se sarò sindaco cercherò di ottenere. Poi è da capire perché abbiamo soldi da spendere per realizzare la Cispadama ma non abbiamo i soldi per la sanità. Poi occorre intervenire sulla prevenzione, sia con lo screening periodico per i cittadini . Ma per prevenzione intendo anche interventi che migliorino la qualità della vita dei cittadini. Le faccio un esempio: se come Comune riusciamo a eliminare i pericoli sulle strade riusciamo anche a prevenire incidenti ... Anche questa è una forma di prevenzione utile alla nostra sanità».

Tra le questioni che sono sul tappeto pressoché da sempre sono i rapporti tra Cento e le frazioni. È possibile riuscire ad arrivare a una reale integrazione tra il capoluogo e i paesi?

«Partiamo dal fatto che lo sviluppo di alcuni paesi nel tempo è stato spesso dovuto alla presenza di terreni fabbricabili... L’idea è di intervenire in quelle frazioni che hanno avuto meno, vedendo anche i progetti che propongono gli stessi cittadini. Poi proprio per dar voce ai centesi, senza distinzioni, l’apertura nel capoluogo e nelle frazioni di un ufficio nel quale il sindaco, gli assessori e i consiglieri, con il supporto del personale del Comune, sono a disposizione dei cittadini, in particolare degli anziani, per consigliare come risolvere situazioni di carattere generali. Penso a problemi di vicinato, a controversie. Creando in questo modo una rete stretta di collaborazione, che da una parte riesce a garantire maggiore vigilanza e presenza sul territorio e dall’altra avere il contatto con le persone, garantendo anche sicurezza. Poi, naturalmente, un rapporto stretto con le consulte civiche, importantissime nel dare costantemente il polso della situazione su tutto il territorio».

Cresce la popolazione anziana: quali strategie per dare sostegno a loro e ad altre persone “fragili”, come possono essere i disabili?

«Anche qui è decisivo riuscire a operare proprio dalla parte dei cittadini, con meno burocrazia, massima attenzione e impegno. Se teniamo conto che viviamo in una società che ha una percentuale alta di anziani non possiamo pernsare di risolvere tutti i problemi delle categorie “fragili” con fondi pubblici. Ecco allora il ruolo importante che ha, nella nostra comunità, l’associazionismo, il volontariato. Da qui aiuti a chi opera con trasparenza, e non dimentichiamo il fondo per le famiglie in difficoltà».

Qual è l’intervento che pensa di dover realizzare immediatamente, se sarà eletto sindaco?

«La prima cosa sarà sicuramente vedere i conti comunali, per capire dove sono impegnate le risorse. E pressochè in contemporanea incontrare tutti i dipendenti per valutare le rispettive attitudini e qualificare la loro attività inserendoli in posizioni adeguate: questo per valorizzare le persone, impiegandole nelle attività per le quali sono più portate. E individuare, in un funzionario per ciascun settore municipale, un tutor che segua le pratiche dei cittadini, che possa essere a disposizione di chi ha progetti da realizzare in città, per dare a tutti opportunità reali e risposte concrete sulle procedure e sull’iter, fino alla conclusione della procedura. Poi, sempre, dal primo all’ultimo giorno del mandato, la massima trasparenza: nessun segreto per i cittadini centesi su quello che fa l’amministrazione e su come vengono investiti i soldi pubblici». (al.vin)

2. continua

Domani l’intervista

a Diego Contri

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