Su sicurezza e Carife la politica fa causa comune
Dibattito sereno e votazioni sorprendenti ieri in consiglio comunale Tagliani e gli azzerati: «Ecco i nodi da sciogliere con il governo per gli indennizzi»
La data del 30 maggio 2016 forse è da annotare negli annali del consiglio comunale. Su due tempi spinosi e controversi come la sicurezza urbana e i rimborsi agli azzerati Carife, argomenti che si prestano a facili polemiche, si è assistito a un dibattito normale e a votazioni perfino sorprendenti per il loro esito. L’odg sulla sicurezza (vedi articolo sotto) ha sfiorato l’unanimità: 27 sì da Pd, Ferrara Concreta, Si, M5S, Forza Italia, Fdi-An; il no di Gol e l’astensione di Fornasini (Fi). Qui ha contato il lavoro preparatorio: per due settimane le forze politiche si sono confrontate per elaborare un odg che contemperasse le diverse sensibilità e sono riuscite a trovare la quadra.
Meno scontato era che non incontrasse ostilità il documento sugli indennizzi Carife, visto che a presentarlo è stato il Pd con il suo capogruppo-segretario Vitellio. Qui per le opposizioni sarebbe stato facile accendere le micce, invece hanno deciso di non alzare il tiro. L’odg è stato approvato con 18 voti a favore (Pd, Ferrara Concreta e Lega), 8 astensioni (M5S, Fi, Fdi-An); non erano presenti al momento del voto Rendine (Gol) e Fiorentini (Sinistra italiana) e nessun voto contrario.
L’atteggiamento non pugnace di Vitellio e l’illustrazione fatta da Tagliani dell’incontro che ha avuto il 24 maggio con il viceministro all’Economia Morando e con il sottosegretario Pierpaolo Baretta insieme a Tarroni (Azzerati Carife) e Cappellari (Amici Carife), hanno inciso su dibattito e voto. Valga per tutti la frase del leghista Giovanni Cavicchi: «Sono stato il primo a presentare un odg su Carife, mi chiedeste di ritirarlo, se ora finalmente la città non rimane silente e si cerca di fare qualcosa per obbligazionisti e azionisti è un fatto positivo. Voterò a favore».
L’odg di Vitellio è speculare a quello già portato dal Pd in consiglio regionale: attivarsi con il governo per dare «ristoro a tutti gli obbligazionisti» e per sensibilizzare il futuro acquirente della Nuove Carife affinché riconosca agli ex azionisti nuovi warrant. È grosso modo la linea della “moral suasion” che Morando illustrò il 3 aprile in Teatro Comunale all’assemblea di Azzerati-Amici di Carife.
Ilaria Morghen (M5S) ha criticato la formulazione generica per gli indennizzi e la mancanza di un’analisi sulle responsabilità che hanno affossato la vecchia Carife: «Doveva fallire o è stata fatta fallire? E in questo caso chi sono i mandanti di questo delitto imperfetto?». La sua ricostruzione ha evidenziato la criticità del ruolo svolto da Bankitalia dal 2009 in poi. Per Vittorio Anselmi (Fi) sarebbe «tutto da esaminare anche il ruolo dei commissari» visti i risultati deludenti dei due anni di commissariamenti: «Altro che risanamento, da pre-crisi e a pre-risoluzione». Per Anselmi il punto era ed è far capire a Roma che il caso Carife è diverso da quello delle altre tre banche.
Tagliani ha sottoscritto l’analisi della Morghen («puntuale, rigorosa»), che del resto conteneva le ragioni per le quali il sindaco ha sottoscritto il ricorso al Tar del Lazio. Tagliani ha però chiesto di valutare il documento Pd alla luce del decreto del 29 aprile sugli indennizzi e di mettere tra parentesi la storia e le colpe del dissesto. Perché l’obiettivo a far tornare quanti più soldi in tasca agli azzerati: «Il 24 maggio per un’ora e mezza di questo ho parlato a Roma con il sottosegretario Baretta». Tra i temi il pericolo che si annida per i ferraresi nel comma 4 dell’articolo 9. Così com’è formulato rischia di penalizzare gli obbligazionisti Carife. L’80% del possibile indennizzo viene calcolato «alla data di acquisto», il che riduce i margini di ristoro per i ferraresi che hanno acquistato le obbligazioni diversi anni fa e hanno già incassato delle cedole. Per avvicinarsi all’80% occorre attualizzare il dato al momento del decreto Salvabanche (novembre 2015). Alle 4 banche sono interessati i Fondi e non gli istituti di credito? Un male? «Forse no - dice Tagliani riportando la voce del governo - poichè una banca italiana avvierebbe subito la razionalizzazione degli sportelli Carife più concorrenziali sul territorio». Si sa che per gli azionisti la strada del recupero (ancorché parziale) è tutta in salita. Uno spazio - ha detto Tagliani - si può aprire sulla plusvalenza realizzata al momento dell’acquisto delle 4 banche. E qui la moral suasion del governo potrà avere un peso. Un altro spazio di manovra si apre sull’operazione crediti “incagliati”: si parte da una base di legge del 17,5%, anche qui le assai probabili plusvalenze (chi acquisterà i crediti punta a incassare molto di più del 17,5%) potrebbero finire in parte in tasca agli azzerati, in quanto non sarebbero aiuti di Stato, ma frutto di una redditizia attività privata. «Tra una Gad e l’altra, il sindaco si occupa anche di queste cose» ha detto Tagliani.
Marcello Pradarelli
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