A Ferrara sequestro da 18 milioni di euro
Da Bari per investire i suoi beni, congelati al pugliese Savino Tondo, socio al 50% di Borgo S.Giorgio
Le immagini del Borgo San Giorgio campeggia in tutti i quotidiani on line del sud, sui notiziari Ansa e nel video fornito dai carabinieri di Bari, dove viene zoommato il complesso immobiliare alle porte di Ferrara nel quale aveva investito Savino Tondo, l’imprenditore pugliese oggetto del sequestro patrimoniale per 120 milioni di euro. Tondo da anni ha interessi e società a Ferrara, dove era arrivato per partecipare, appunto, alla Borgo San Giorgio srl, società di costruzioni e vendita immobiliare finita sotto sequestro e che secondo i numeri che trapelano dagli atti ammonterebbero a 18 milioni di euro. Si tratta del 50% della sua quota nella società ferrarese, mentre il restante 50% del socio è del tutto esclusa dal provvedimento emesso dal tribunale di Trani su richiesta della locale procura dopo le indagini dei carabinieri di Bari. Come riferisce la Gazzetta del Sud, Tondo da minime competenze criminali, con il riciclaggio di auto rubate, è arrivato ad accumulare un patrimonio di 120 milioni di euro, prestando soldi a protestati e a persone che non riuscivano ad accedere a crediti dalle banche in quanto protestati o falliti.
Così lui, 59 anni di Corato (Bari), avrebbe accumulato, a partire da una modesta officina meccanica nel '95, le sue ricchezze. I prestiti che concedeva avvenivano senza tassi usurari ma in modo illecito in quanto l’uomo non era autorizzato a svolgere attività finanziaria. Lo hanno scoperto i militari del nucleo investigativo dei carabinieri di Bari che hanno avviato un’indagine d’iniziativa sull'uomo, già condannato con sentenze definitive e sospettato di continuare a gestire in modo illecito le attività. Le nuove indagini hanno consentito di individuare ben 38 conti correnti, intestati a lui e a prestanome, e di giungere, attraverso controlli e triangolazioni bancarie, a scoprire un ingente patrimonio di beni mobili e immobili reinvestito anche in società immobiliari e in un’azienda di commercializzazione di veicoli che celava un’attività di ricettazione di autovetture. Malgrado tutte queste disponibilità, Tondo continuava a dichiarare redditi modesti. Secondo le cifre che trapelano, i beni che gli inquirenti gli hanno sequestrato per 120 milioni di euro, ammontano a 40 milioni nella provincia di Barletta e Trani e oltre 60 milioni a Bari, il resto è spalmato qui a Ferrara.
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