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Andalini, 60 anni di successi

Andalini, 60 anni di successi

Una festa per ricordare la fondazione e lo sviluppo del pastificio centese

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«Dietro ad un'azienda di successo, c'è sempre un vero manager, Massimo Andalini ieri, oggi la figlia Simona, che prende decisioni importanti e coraggiose, indispensabili per raggiungere importanti traguardi».

Una grande festa per il 60° del Pastificio Andalini. Un festa in famiglia, per ripercorrere insieme le tappe salienti di una storia lunga tre generazioni, e che guarda al futuro con coraggio. A dare il benvenuto a tutti, oltre 250 persone tra collaboratori, professionisti, partner, clienti italiani ed esteri, fornitori, amici, parenti e sponsor, il presidente Massimo Andalini, l'amministratore delegato Simona Andalini.

«Una giornata importante, per festeggiare il 60° anniversario dell'azienda – ha aperto Massimo Andalini. Una storia iniziata nel 1930, quando il padre Arrigo venne assunto a 16 anni nel Pastificio Barbieri a Cento: «Questo lavoro, per mio padre non è stata solo una passione, ma quasi una malattia e un po' di follia. Dopo qualche anno al Pastificio Sacquegna, nel 1956 la realizzazione di un sogno: la fondazione del Pastificio, che ha preso forma grazie a mio padre Arrigo, mia madre Eglettina, gli zii Giuliano Aleotti e Marta Baraldi. Un grazie allo zio Orlando Aleotti, minatore. Lui era la nostra cassaforte, rimetteva i soldi guadagnati in miniera per superare i debiti fatti con la Cassa di Risparmio di Cento».

Immancabile il bacio e l'abbraccio di Massimo alla mamma 99enne, alla zia Marta, entrambe presenti all'evento, e alla moglie Marilena. Tra innovazione e tradizione, Andalini ha così sposato la cultura dalla pasta fresca specializzandosi nella pasta all'uovo, per la pasta di semola con spinaci e nuovi formati. Nel 1986, il passaggio di consegne dell'azienda a Massimo Andalini. Poi, l'opportunità di fare pasta “prodotti per conto”, per marche commerciali, da cui il nuovo stabilimento di 2mila mq, in via Enrico Toti, con una linea nuova di Fava e una linea di tagliatelle. Nel 2000, «una pazzia, una sfida da vincere. Assieme all'ampliamento di 5mila mq e due nuove linee Fava», nel Pastificio entra Simona Andalini, e diventa amministratore delegato: «Una missione imprenditoriale che non è facile. Tra dubbi e difficoltà, siamo molto fiduciosi e abbiamo coraggio. Di certo, insieme ce la faremo».

Poi nel 2001, l'acquisto dello stabilimento “La Sovrana di Puglia”. Un percorso che ha visto crescere l'azienda sia in termini fatturato, nel 2015 all'attivo 25milioni di euro, che in termini di occupazione: 8 nuovi dipendenti a Cento, solo nell'ultimo anno. Tra musica, danza e spettacolo, la festa, organizzata dalla Made Eventi di Ferrara, è stata occasione per Simona Andalini per guardare al futuro: «Nel 2016, un nuovo investimento sul fine linea-confezionamento. Abbiamo acquistato tre nuove macchine confezionatrici, e altre due entro l'anno. Già due acquistate alla Sovrana, e altre due di pasta lunga. Poi stiamo studiano di rinnovare la linea 2. Grazie a tutte, nelle aziende di Cento e a Canosa, abbiamo due famiglie, un gruppo di persone splendide e sempre presenti».

A fare i complimenti a nome della Città per l'eccellenza imprenditoriale centese portata nel mondo, il sindaco Piero Lodi che ha annunciato l'intitolazione della strada ad Arrigo Andalini in omaggio alla famiglia Andalini, e il plauso dall'assessore regionale alle attività produttive Palma Costi. Poi, un ringraziamento speciale dallo staff pugliese della Sovrana e da un cliente altrettanto speciale, lo sceicco Bin Kayed Al Rassini, emiro di Ras al-Khaima, uno dei setti emirati che compongono gli Emirati Arabi Uniti, a Cento con il collaboratore Yasser Salama. A testimoniare lo spirito d'appartenenza e la sicurezza che si respira in azienda, non solo le parole d'affetto e di stima da Enrico Fava, ma una targa in dono da tutti e 44 dipendenti di Cento, a Massimo, a Simona, al direttore commerciale e marketing Stefano Venturi, in ricordo del cammino fatto insieme.

Beatrice Barberini

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