Contri: siamo al lavoro per il futuro dei nostri figli
È sostenuto da Lega Nord e Forza Italia e dalle civiche Progetto Centese e Noi Che «Se sarò eletto interverrò subito sulla sicurezza, per proteggere il territorio»
«Un impegno vero e concreto perché Cento sia “attraente” e vivibile, per tutti noi ma soprattutto per i nostri figli». È il filo conduttore che ha portato Diego Contri a scendere in campo come candidato sindaco alle elezioni del 5 giugno, sostenuto da Lega Nord e Forza Italia e dalla civiche Progetto Centese e Noi Che. Un impegno che «spazia su scenari a lungo termine, definiti dalla ricerca Censis che ha tracciato le linee della Cento 2030». E Contri, in visita alla Nuova Ferrara, ribadisce quello che è un vero e proprio piano di lavoro, un progetto realizzato per Cento e i centesi e che ha alla base quel «dialogo sempre necessario» con i cittadini. E che è tra i punti cardine del programma, insieme alla sicurezza, la famiglia, la ricostruzione.
Perché Cento possa mettere le fondamenta per diventare "città futura", serve un impegno sul mondo del lavoro. Come pensa di rilanciare la vitalità delle realtà produttive già presenti - alcune delle quali hanno orizzonti a livello globale - e come dare spazio al potenziale delle nuove imprese, per creare nuovi posti di lavoro non solo nei servizi?
«Il nostro modello è quello dell'economia sociale di scopo. Un modello sussidiario: l'amministrazione pubblica a fianco del privato per raggiungere obiettivi di valenza sociale con i mezzi che, da solo, il settore pubblico non riuscirebbe più a garantire. Ci sono ottimi e validi esempi di questo tipo sul nostro territorio. Occorre partire dalle esperienze positive già in atto, e sono tante. La nostra è una visione realmente rivoluzionaria e soprattutto 'di rottura' rispetto ai vecchi schemi ideologici, che tendevano a demonizzare in maniera assurda e ingiustificata il privato. Detto questo pensiamo che per rilanciare l'economia centese serva l'impegno di tutti. Tra le nostre prime azioni ci sarà la convocazione di un tavolo di tutte le categorie economiche e le rappresentanze, per sviluppare progetti comuni a favore dell'occupazione, soprattutto giovanile. La leva delle defiscalizzazioni è importantissima per attrarre investimenti. Per i giovani la nostra proposta è: spazi di coworking a canone irrisorio, sostegno alle start up, incubatori d'impresa, corsi di formazione e supporto all'autoimprenditoria».
Per quanto riguarda il lavoro, incide molto anche il commercio, sia nel centro cittadino sia nelle frazioni. È possibile un intervento pubblico per valorizzare l'esistente e creare nuovi spazi per nuove attività?
«Non solo è possibile, è necessario. Nel nostro programma abbiamo previsto sgravi fiscali per i nuovi insediamenti nelle aree più isolate, un bando dehors per uniformare gli allestimenti esterni degli esercizi commerciali, con opportuni incentivi. Prevediamo inoltre: itinerari enogastronomici, percorsi culturali, la promozione dei marchi di qualità per i prodotti del territorio, la creazione di consorzi dedicati alle nostre tipicità. Tema centro storico: diciamo no alla Ztl, il cuore della città deve essere aperto e fruibile, deve favorire gli accessi, non bloccarli, solo così si torna a dar vita al nostro centro. Diciamo no anche a questa differenziata, che va migliorata, ascoltando tutti e prendendo esempio dalle virtuose realtà trentine e tedesche. Abbiamo inoltre previsto che almeno il 50% degli oneri di urbanizzazione sia reinvestito nelle frazioni dove viene raccolto, con interventi a favore della collettività. In programma anche un piano manutenzioni, specificamente rivolto alle aree verdi e agli impianti sportivi: una nuova palestra rappresenta inoltre uno dei nostri obiettivi, per dare alle società sportive spazi e strutture che meritano. Nei nostri piani ci sono inoltre interventi coordinati tra Partecipanze, Hera e cittadini per risolvere il problema degli scarichi fognari».
Sul fronte della sanità si assiste a una sempre più pressante riorganizzazione dei servizi. Come è possibile mantenere i livelli richiesti dai cittadini per quello che riguarda l'ospedale di Cento? E come garantire il futuro del Santissima Annunziata?
«Lo abbiamo detto e lo confermiamo: siamo pronti a incatenarci per difendere il Santissima Annunziata e la sanità centese. Purtroppo negli ultimi anni abbiamo assistito a una progressiva spogliazione di servizi, con il tacito assenso dell'attuale amministrazione. I dati dicono che tra il 30 giugno 2014 e il 30 giugno 2015 sono letteralmente “saltati” 25 interventi chirurgici programmati, a causa delle riorganizzazioni aziendali. Nell'ultimo periodo è stata depotenziata l'aritmologia, eliminata la Guardia chirurgica attiva, depotenziata la parte protesica in ortopedia. E Lodi sta a guardare. Noi diciamo no a queste scelte calate dall'alto che penalizzano i nostri territori e che rispondono a mere logiche di business e di risparmio apparente. Pensiamo infatti che il vero risparmio (come dice il dottor Gilberto Gallerani) non siano i tagli, ma la qualità del servizio. E un servizio è di qualità quando dà la garanzia di cure di prossimità. Siamo già impegnati, anche in Regione, per invertire la rotta e fermare la dissoluzione. Ecco uno dei punti di forza della nostra squadra, capace di portare le istanze centesi a ogni livello istituzionale».
Tra le questioni sul tappeto, pressoché da sempre, sono i rapporti tra Cento e le frazioni. È possibile arrivare a una reale integrazione tra il capoluogo e i paesi?
«Certo, è possibile e doveroso integrare i territori, mantenendo le specificità e le identità territoriali. Ecco che cosa abbiamo previsto nel nostro programma: occasioni periodiche di incontroonfronto con organi consultivi frazionali esistenti, per permettere un contatto diretto tra amministrazione e cittadini e per rispondere alle istanze in modo puntuale ed efficiente; nuovo sistema di elezione delle Consulte, meno macchinoso dell'attuale e più rappresentativo. Istituiremo una specifica delega al decentramento amministrativo, che abbia tra le sue missioni: garantire il dialogo, difendere i plessi frazionali, garantire capillarità dei servizi, mantenere un legame forte e saldo con associazioni, volontari, con gli operatori economici del territori. Il nostro progetto marchi (volto a ottenere il riconoscimento dei marchi di qualità per i prodotti tipici) intende caratterizzare e valorizzare sempre più le peculiarità delle nostre frazioni, per farne mete turistiche e stimolare commercio e indotto».
Cresce la popolazione anziana: quali strategie per dare sostegno a loro e ad altre persone "fragili", come possono essere i disabili?
«Il sostegno alla popolazione anziana è parte integrante del nostro progetto famiglia. L'obiettivo è il sostegno a 360 gradi dei nuclei, anche in relazione al tema dei familiari a carico. Per questo il nostro impegno va nella direzione del potenziamento della rete di sicurezza sociale e assistenziale , anche attraverso un maggior coordinamento (e una maggior valorizzazione) delle tante realtà di privato sociale presenti sul nostro territorio. In frazioni come XII Morelli abbiamo già individuato gli spazi (l'ex parrocchia) per la realizzazione di un centro diurno di servizio agli anziani. Il progetto manutenzioni terrà inoltre conto del problema delle barriere architettoniche, che devono essere abbattute. Il sostegno alla disabilità, pienamente integrato nella rete socio-assistenziale che intendiamo creare, si declina inoltre anche attraverso le attività sportive. Ci sono tante realtà importanti che fanno sport, anche ad alto livello, con i disabili: sono una preziosa risorsa, il loro coinvolgimento sarà prioritario.
Qual è l'intervento che pensa di dover realizzare immediatamente, se sarà eletto sindaco?
«Subito il progetto sicurezza per proteggere un territorio che, dopo anni di Pd, è diventato vulnerabile. Cambierò il regolamento per l'accesso alle case popolari e agli asili nido, garantendo priorità assoluta ai centesi e ai cittadini che da più tempo risiedono sul nostro territorio. Convocherò un tavolo con tutte le categorie economiche e le rappresentanze per predisporre strategie comuni per il rilancio economico e l'occupazione. Tra le nostre prime azioni anche la completa riorganizzazione degli uffici per la ricostruzione, oggi arenati, il piano manutenzioni e aree verdi, gli interventi a favore della famiglia, un piano scuole, d'intesa con genitori, dirigenti scolastici e corpo docenti. E, non da ultimo, la questione Cispadana che intendiamo affrontare coinvolgendo gli altri sindaci e mobilitandoci ad ogni livello istituzionale. L'infrastruttura è per noi strategica, ma il tracciato deve cambiare rispetto a quello fino ad oggi imposto dal Pd, che passa letteralmente “sopra la testa” degli abitanti di Alberone. Siamo pronti a tutto per ottenere la variazione di tracciato, è una questione di buon senso, rispetto e civiltà».
Alberto Vincenzi
e Beatrice Barberini
3.continua
Domani l’intervista
a Piero Lodi
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