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«Defibrillatori in tutte le società dilettantistiche»

«La morte per arresto cardiaco ha oggi un'incidenza pari alla somma delle morti causate dai tre tumori principali (colon, polmone e mammella) ed ancora pari al doppio dei morti registrati per...

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«La morte per arresto cardiaco ha oggi un'incidenza pari alla somma delle morti causate dai tre tumori principali (colon, polmone e mammella) ed ancora pari al doppio dei morti registrati per incidenti stradali e morti violente insieme». La dichiarazione arriva dal direttore della Cardiologia dell’Asl di Ferrara, Biagio Sassone.

Il medico, nell'ambito della kermesse romana Calcio Solidale in Fest 2016, ha partecipato a un’iniziativa di sensibilizzazione sulla rianimazione cardiopolmonare e sulle modalità di intervento che ogni cittadino può adottare in caso di arresto cardiaco alla luce del cosiddetto Decreto Balduzzi. Il provvedimento obbligherà tutte le società dilettantistiche italiane a dotarsi di un defibrillatore semiautomatico presso le strutture in cui operano. Sebbene una regolare attività fisico-sportiva, rappresenti una delle più importanti misure di prevenzione contro le malattie cardiocircolatorie, può aumentare il rischio di morte improvvisa da arresto cardiaco in soggetti, anche molto giovani, che sono portatori, a loro insaputa, di un problema cardiaco. Questo spiega la necessità di dotare gli impianti sportivi di defibrillatori che consentano di effettuare sport in sicurezza e sensibilizzare le società sportive - anche dilettantistiche - rispetto alla cultura del soccorso.

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