Gli studenti uniti contro le mafie
Il progetto ha visto impegnati i ragazzi dell’istituto superiore
ARGENTA. Ragazzi e ragazze appartenenti a tutti gli indirizzi di due istituti scolastici, dalla prima alla quinta, tutti uniti contro le mafie: questo è il significato del progetto "Libera(ti) dalle mafie", che ha visto impegnati gli studenti dell'Iiis di Argenta e Portomaggiore in collaborazione con "Libera", per toccare con mano quello che significa la lotta per la legalità. E a giudicare dal coinvolgimento e dall'entusiasmo col quale gli studenti- in occasione della conferenza stampa che si è tenuta ieri mattina presso l'Iis di Argenta- illustravano le attività svolte, si può dire che l'obbiettivo sia stato centrato in pieno. Un interesse "tutt'altro che scontato, ma che può dare molto fastidio- è il commento del dirigente scolastico Riccardo Borciani- per questo siamo orgogliosi di aver consentito ai ragazzi di constatare direttamente quanto le loro azioni possano lasciare il segno, se si decide di non essere solo spettatori".
Presenti per il comune di Argenta il sindaco Antonio Fiorentini e l'assessore Giulia Cillani, Elia Fortini della Pro Loco di Argenta, e Biagia Cobianchi di Spi- Cgil di Argenta- che con entusiasmo ha sostenuto l'iniziativa. E poi naturalmente ci sono loro, i ragazzi, i veri protagonisti, i quali hanno raccontato tutte le diverse attività che li hanno visti coinvolti per un intero anno scolastico, coadiuvati dai docenti- tra i quali le professoresse Trentini e Secchiero. Si parte dall'acquisto per il secondo anno consecutivo di un vecchio furgone con l'intenzione iniziale di utilizzarne i pezzi di ricambio, trasformandosi poi nella sfida che ha consentito ai ragazzi della 2A dell'indirizzo meccanico, con l'aiuto del Prof. Mannarino, di rimetterlo a nuovo, per poi donarlo alla cooperativa "Libera terra".
Quindi si passa ai diversi incontri, come quello con l'imprenditore Antonio Picascia, vittima dell'estorsione ma che ha saputo reagire, oppure alle varie discussioni basate su letture di libri o cineforum. Molto forte è stato anche il contatto con il giornalino "Cortocircuito", o la presenza alla giornata di formazione presso l'Alma Mater di Bologna- nella quale ha parlato anche Maria Falcone- ma quello che senza dubbio più di tutti ha lasciato il segno è stato partecipare al processo Aemilia a Reggio Emilia il 20 maggio scorso. Qui i ragazzi, non solo hanno potuto vedere da vicino come funziona un processo, ma soprattutto hanno potuto toccare con mano il fastidio che l'attenzione delle nuove generazioni provoca al mondo del malaffare. Queste iniziative proseguiranno come l'anno scorso con la partecipazione di chi è interessato ai campi della legalità in Puglia, mentre forte è l'auspico che questo progetto continui e coinvolga sempre più studenti. Perché vedere ragazzi e ragazze affrontare con tanto trasporto queste tematiche, non è solo un segnale incoraggiante, ma una speranza per il futuro.
Marcello Ferrari
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