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ducato estense

In arrivo 25 milioni per i ‘gioielli’ ferraresi

di Marcello Pradarelli
Il monastero di Sant'Antonio in Polesine
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Il monastero di Sant'Antonio in Polesine

Il ministero della Cultura li ha assegnati a città e provincia per interventi su chiese, palazzi, musei e le Delizie estensi

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FERRARA. I 70 milioni di euro che il governo ha destinato al restauro di monumenti e chiese dell’ex Ducato Estense (Modena, Reggio, Garfagnana e Ferrara) con la delibera Cipe di inizio maggio, aspettavano di essere ripartiti fra i quattro territori. Ieri al ministero dei Beni culturali ne sono stati di fatto assegnati una cinquantina: 12 a Reggio, 18 a Modena e 22-25 a Ferrara. Quel che manca ad arrivare a 70 milioni sarà assegnato dal segretariato per i Beni culturali dell’Emilia Romagna: ma questa quota sarà destinata a beni di proprietà dello Stato; nel caso di Ferrara l’attenzione è concentrata su Casa Romei, sede del Rettorato Unife, Casa Minerbi e Palazzo Costabili, sede del Museo Archeologico.

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All’incontro di ieri mattina a Roma, convocato dalla segretaria generale del Mibac Antonia Pasqua Reccchia e dalla sua collaboratrice Dora Di Francesco che mantiene i rapporti con le amministrazioni locali, erano presenti per il comune di Ferrara il vice sindaco Massimo Maisto (delega alla cultura) e il capo di gabinetto del sindaco Giovanni Lenzerini.

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E’ bene spiegare che i 22-25 milioni non pioveranno solo sulla città, una quota dovrà essere destinata a interventi sulle Delizie Estensi situate nei Comuni di Copparo, Portomaggiore, Argenta, Voghiera e Mesola. Anche se al momento l’elenco dei monumenti e delle chiese candidate a beneficiare dei contributi governativi comprende quindi solo immobili cittadini. Ferrara ha candidato innanzitutto il restauro di Palazzo Massari, ancora chiuso dal terremoto di 4 anni fa, e interventi già programmati a Palazzo Diamanti; quindi i lavori per rimettere in sesto alcune chiese rossettiane dagli attacchi del tempo e del terremoto del 2012: Santa Maria in Vado, San Paolo, Santa Maria della Consolazione, nonché il monastero di Sant’Antonio in Polesine. Nell’elenco depositato al ministero figurano anche le Delizie Estensi dislocate nei Comuni di Copparo, Portomaggiore, Argenta, Voghiera e Mesola. Sono stati candidati anche il rifacimento di Piazza Ariostea e il completamento del circuito ciclabile sulle Mura.

 

I fondi del Cipe, anche se arrivassero nella misura sperata dei 25 milioni, non sarebbero mai in grado di coprire le spese per completare restauri e ristrutturazioni. Ma certo rappresentano un contributo importante. In qualche caso andrebbero provvidenzialmente ad aggiungersi ai contributi del terremoto, che sono vincolati al ripristino, ma non alla valorizzazione turistica. È il caso, ad esempio di Palazzo Massari, che non va solo reso antisismico, ma adeguato come contenitore museale.

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