Il Pd si mobilita: «Basta un sì per migliorare»
Il segretario Vitellio: non vogliamo stravolgere la Costituzione, ma difenderla
Parte la mobilitazione del Partito democratico in vista del referendum costituzionale di ottobre, con lo slogan "basta un sì". «Vogliamo costituire più comitati possibili, sia territoriali che tematici: noi siamo a disposizione. Questa è un'opera di semplificazione che non deve essere di un partito o di un uomo, ma di tutti i cittadini», spiega il segretario provinciale Luigi Vitellio, che assieme al responsabile organizzativo Leonardo Fiorentini presenta i primi nuclei di attivisti a scendere in pista. In città Giannantonio Braghiroli coordina il comitato in zona Gad; in provincia ecco il sindaco Andrea Marchi a Ostellato e il vicesindaco Fabio Tosi a Fiscaglia, mentre Sara Lorenzon si occupa delle iniziative formative.
Per lunedì 6 giugno è in programma un incontro in Sala della Musica con il costituzionalista di Unife Roberto Bin, favorevole alla riforma Renzi-Boschi. Alla mail ferrarachedicesi@gmail.com si possono suggerire iniziative o provare a creare nuovi comitati. «Non faremo una campagna contro qualcosa o qualcuno, ma per la politica - assicura Vitellio -. Continueremo a essere attaccati perché gli oppositori dicono che noi vogliamo stravolgere la Costituzione, in realtà stiamo aggiornando la seconda parte per salvare la Carta e renderla più vicina alle esigenze dei cittadini». Tra gli obiettivi, spiegano dal Pd, «una politica più veloce ed efficace» con l'addio al bicameralismo paritario, da cui si conta di ricavare un taglio dei costi grazie alla riduzione del numero dei senatori (da 315 a 100) e al fatto che i 100 non saranno pagati, a cui si affianca l'abolizione di Province, Cnel e la diminuzione dei poteri delle Regioni. Vitellio punzecchia il Movimento Cinque Stelle, senza nominarlo direttamente: «Ha fatto della sobrietà il suo core business, ora voterà no: sono loro a fare annunci e poi si tirano indietro». Chi si oppone alle modifiche costituzionali ritiene che il combinato disposto con la legge elettorale dell'Italicum porti a una svolta pericolosa e autoritaria. «È semplicemente un fatto di serietà - replica il segretario del Pd ferrarese - che il partito più votato abbia il diritto-dovere di rendere attuali le sue proposte elettorali in un progetto governativo serio. Ricordo quel che è successo nel 2013, quando abbiamo vinto perdendo o perso vincendo, ancora non l'ho capito».
Fabio Terminali
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