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Lodi: le grandi emergenze già affrontate e risolte

Lodi: le grandi emergenze già affrontate e risolte

Il primo cittadino uscente, alla guida del centrosinistra, punta alla riconferma «Ora potremo concentrarci sulle piccole cose che fanno qualità della vita»

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Piero Lodi, sindaco uscente, si ripresenta agli elettori alla guida della coalizione di centrosinistra che l’ha accompagnato e sostenuto in questi cinque anni di governo. E mostrando ai cittadini quanto realizzato alla guida del Comune, confrontandosi con l’emergenza del terremoto e le difficoltà della crisi economica, chiede una riconferma. Candidato sindaco di Pd e Psi e delle civiche Civitas e Cittadini Insieme-I care, Lodi punta a continuare il percorso avviato in questi anni di governo per continuare «a rendere migliore Cento»

Perché Cento possa mettere le fondamenta per diventare una "città futura", serve un impegno sul mondo del lavoro. Come pensa di rilanciare la vitalità delle realtà produttive già presenti - alcune delle quali hanno orizzonti a livello globale - e come dare spazio a nuove imprese, per creare nuovi posti di lavoro?

«Un ente locale non ha molte leve per agire sul fronte occupazione e promozione dei posti di lavoro. Eppure in questi 5 anni parecchie cose sono state fatte, andando a delineare una strategia che credo potrà e dovrà essere proseguita anche in futuro. Innanzi tutto con il Piano della Ricostruzione abbiamo dato risposta a decine di attività artigiane, manifatturiere ed industriali, consentendo loro di ampliare il capannone, di ristrutturarlo o di modificare le attività in esso consentite. Siglando un accordo con Provincia e Regione, abbiamo creato le condizioni per accompagnare la crescita di VM Motori, che ha portato già a qualche centinaia di nuove assunzioni. Da questo punto di vista alcuni degli obiettivi sono stati centrati, su altri sarà necessario lavorare ancora. Il nostro sistema imprenditoriale si dimostra comunque coraggioso e anche alcuni dei marchi storici (punto più avanzato della nostra economia) in questi anni hanno progettato, e in alcuni casi anche già realizzato, investimenti importanti e ambiziosi. I due temi che rappresentano oggi il fronte di impegno maggiore sono l'accompagnamento dei giovani verso il lavoro e l'affiancamento ai 50enni che perdono un’occupazione e rischiano di rimanere stritolati da logiche spietate del settore assunzioni. Sul primo fronte opereremo per rafforzare l'Informagiovani del Comune, ampliandone l'ambito di attività, perchè accompagni i ragazzi anche nella ricerca del lavoro, assieme ai Centri per l'impiego. Sul secondo versante si è riportata a Cento la formazione professionale obbligatoria: una leva in più che, con i Lavori socialmente utili, consente di avere qualche strumento più efficace. Da ultimo il tema dell’infrastrutturazione quale stimolo a nuovi insediamenti e l'utilizzo dei fondi europei. A Cento sta arrivando la fibra ottica, sia negli uffici pubblici, sia nei distretti artigiani. L'autostrada telematica, ancor prima della Cispadana, sta divenendo realtà. Assieme a Sipro sta sbarcando a Cento, infine, uno sportello Europa. Il punto di forza è dato dall'insieme di questi interventi che rendono la nostra città un territorio attivo sul fronte dell'incoming imprenditoriale».

Per quanto riguarda il lavoro, incide molto anche il commercio, nel centro cittadino e nelle frazioni. È possibile un intervento pubblico per valorizzare l'esistente e creare spazi per nuove attività?

«Per il terziario, l'obiettivo raggiunto di rientrare nelle Zone Franche Urbane ha garantito due anni di sgravi fiscali totali per le attività commerciali dei centri di capoluogo e frazioni. A questo si aggiungono i quasi 900mila euro in 5 anni ottenuti per il centro storico, quale centro commerciale naturale, grazie alla legge 41. Aggiungiamo l'attività dell'assessorato alla Cultura e al turismo con le decine di iniziative del calendario “Cento, città da vivere”. Azioni che fanno comunità, concorrono a contrastare la solitudine ma rappresentano anche un sostegno indiretto al nostro commercio. Forse anche grazie a ciò non mancano nuove aperture di negozi e di marchi anche importanti».

Nella sanità si assiste a una pressante riorganizzazione dei servizi. Come è possibile mantenere i livelli chiesti dai cittadini per l'ospedale di Cento? E come garantire il futuro del Santissima Annunziata?

«La sanità che conoscevamo appartiene al passato. Non solo a Cento ma a livello nazionale. Oggi si ragiona in una logica di “intensità di cura” e di “area vasta”. Il nostro ospedale rappresenta un polo per acuti di rilevanza provinciale: l'ospedale "Spoke" rispetto all'"Hub" di Cona. I reparti del SS. Annunziata stanno venendo trasformati per ribaltare la logica organizzativa: non più una suddivisione per ambiti di intervento ma per gravità del paziente. In pratica l'ospedale centese ha la funzione di stabilizzare il paziente e gestire localmente alcune patologie, indirizzando il malato su Cona per le patologie più complicate. L'idea è quella di specializzare i professionisti su singole patologie. Tutte le volte che ci sono le elezioni qualche forza politica irresponsabile lancia pseudo allarmi sul futuro del nostro ospedale per tentare di strappare qualche voto. Il presidente della Regione Stefano Bonaccini proprio qualche settimana fa ha dato le più ampie garanzie: nessun rischio in vista nei prossimi anni. Questo non significa che tutto vada bene. Occorre collaborare con i vertici Asl soprattutto agevolando il rapporto ospedale-territorio. Se calano le ospedalizzazioni deve crescere il livello dell'assistenza domiciliare, arrivando presto a una guardia medica pediatrica almeno sette giorni su sette».

Tra le questioni, i rapporti tra Cento e le frazioni. È possibile una reale integrazione tra capoluogo e paesi?

«Questo per la nostra coalizione è un obiettivo programmatico centrale. Cento è un comune di quasi 37mila abitanti ma di fatto è diviso tra un capoluogo da oltre 18mila e un sistema di frazioni che pesano circa altrettanto. Questo ci differenzia, ad esempio, da tutti gli altri grandi centri non capoluogo di provincia della regione: da Carpi a Faenza a Imola… Uscendo dall'attuale schema, senza perdere l'identità dei paesi ma mettendo i servizi sul territorio in una logica più moderna, potremmo averne grandi benefici. Noi abbiamo già previsto l'anagrafe centrale a Renazzo (con uno sportello nel capoluogo e uno nella parte nord, a Casumaro), abbiamo già deliberato un asilo nido a Alberone, tre centri giovanili a Casumaro, XII Morelli e Cento capoluogo, la Direzione didattica del 4º comprensivo a Reno Centese… Insomma pensiamo a uno sviluppo più armonico e globale che porti più servizi verso il territorio senza depauperare il capoluogo.»

Cresce la popolazione anziana: quali strategie per dare sostegno a loro e ad altre persone "fragili", come possono essere i disabili?

«In questi anni di grandi tagli ai trasferimenti statali verso i Comuni, abbiamo sempre difeso il nostro livello di servizi alla persona. Abbiamo sostenuto le nostre realtà eccellenti: dal Plattis al Cavalieri, dalla Coccinella Gialla al Pilacà. Abbiamo fatto rete col sistema di volontariato e riformata la gestione del Fondo per la non autosufficienza, garantendo la sopravvivenza dei servizi del Distretto Ovest. Abbiamo raccolto la sfida di un nuovo Centro sociale anziani, siglando una convenzione trentennale. Abbiamo dato centralità ai progetti di inserimento dei disabili. Cento resta un comune più giovane rispetto alla media della nostra provincia, ciononostante il tessuto dei servizi per l'anziano sta rafforzandosi. I Servizi sociali area anziani rappresentano il punto più avanzato di una filosofia della presa in carico che dovrà essere ulteriormente implementata. La vita si sta allungando. Debbono crescere gli strumenti per migliorarne la qualità, contrastando ad esempio la solitudine ».

Qual è l'intervento che pensa di realizzare immediatamente, se sarà eletto sindaco?

«Le grandi emergenze sono state affrontate e risolte in questi 5 anni: abbiamo chiuso definitivamente la discarica e iniziato l'attività di bonifica, risolto il problema degli scarichi a cielo aperto (ora va messo in pratica l'accordo raggiunto con Arpae), dato il via al piano anti allagamenti, cancellato il vecchio PSC che prevedeva cementificazione selvaggia, impostato il 100% della ricostruzione post terremoto per la parte pubblica, trovato i soldi per riaprire le Pascoli, il Teatro, la Pinacoteca, il vecchio Municipio… I prossimi saranno anni di grandi cantieri. Abbiamo anche approvato il nuovo Piano traffico, per rivedere la viabilità e aggiornarla dopo 25 anni dall'ultima programmazione. Abbiamo dato risposta alla domanda di investimenti produttivi e previsto qualche area per chi desidera costruirsi una casetta… Disegnato il nuovo Parco Urbano. Ora potremo concentrarci sulle piccole cose che fanno qualità della vita: manutenzione straordinaria alle strade, completamento dell'efficientamento della pubblica illuminazione, accensione del sistema di telecamere di sicurezza già previsto per il prossimo autunno. Spazi gioco per i bambini, ciclabili. Le grandi questioni irrisolte rappresentavano un "tappo" allo sviluppo di Cento. Ora che questo è stato tolto il credo ci si potranno levare tante soddisfazioni». (al.vin)

4.continua

Domani l’intervista

a Fabrizio Toselli

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