Schiaffi e punizioni, maestro sotto processo
Un insegnante ferrarese è accusato da un alunno di 10 anni e dalla sua famiglia Ieri prima udienza a Reggio Emilia. L’avvocato: dimostreremo la sua innocenza
Da una parte un maestro di lungo corso sul banco degli imputati, dall’altro un suo ex alunno che l’accusa di aver esagerato con lui con le punizioni quand’era in quinta elementare e che il pm Stefania Pigozzi ha “tradotto” nel reato di abuso dei mezzi di disciplina e correzione. Una vicenda delicatissima e che già nella prima udienza – tenutasi ieri mattina in tribunale a Reggio – i fatti contestati sono avvenuti in una scuola della provincia di Reggio Emilia - è apparsa a dir poco controversa e battagliata.
Quanto viene contestato al maestro 61enne originario di Ferrara sarebbe avvenuto fra il maggio 2014 e il 24 aprile 2015. Entrando nello specifico delle imputazioni, l’insegnante in classe avrebbe alzato le mani (schiaffi nella nuca, i cosiddetti “coppini”) non solo sull’alunno di 10 anni che l’accusa, ma anche su un altro alunno (identificato) e altri scolari. Ma non è finita qui. Perchè il pm Pigozzi ha ricostruito altre due punizioni riguardanti unicamente il bimbo accusatore: il maestro l’avrebbe fatto rimanere in bagno fino alla fine dell’orario della mensa e gli avrebbe fatto scrivere cento volte su un foglio “A mensa non devo fare il maialino”.
Punizioni che giunte all’orecchio della mamma di questo bambino sono poi finite in una lettera consegnata al dirigente scolastico che ha subito fatto delle indagini interne (ha, in pratica, sentito altri insegnanti della scuola) e poi segnalato il tutto ai carabinieri. Ora questa vicenda è approdata al palazzo di giustizia e l’aria si è già mostrata elettrica, con la paradossale situazione che il pubblico ministero si è ritrovato addirittura sprovvisto del fascicolo...
L’avvocato difensore Noris Bucchi ha contestato la costituzione di parte civile da parte della mamma dell’ex alunno accusatore («Non ha firmato l’atto»), ma il giudice Luca Ramponi non ha rilevato alcuna irregolarità. Nella prossima udienza verrà sentito il bimbo che ora ha undici anni.
All’uscita dall’aula l’avvocato di parte civile Mattia Fontanesi è lapidario: «Le accuse saranno confermate dal processo».
Il maestro non è presente – sta comunque regolarmente insegnando nella stessa scuola – e per lui parla il suo difensore: «Non ha puntato su riti alternativi, vuole difendersi nel processo perché intende dimostrare che non ha responsabilità. Non ha mai avuto censure in tanti anni di carriera e ha sempre lavorato seriamente. Contestiamo fermamente gli addebiti e nel corso del processo ne dimostreremo l’infondatezza. Siamo assolutamente sereni». (t.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
