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fondo di ghiaia dal quale spuntano 635 ugelli

Un braciere grande quasi come un campo da calcio

Un braciere grande quasi come un campo da calcio

Per la prima e unica volta ieri mattina è stato aperto a fotografi e tv il recinto metallico della Ground flare, il nuovo bruciatore a terra di Basell per il propilene di scarto. La barriera è alta...

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Per la prima e unica volta ieri mattina è stato aperto a fotografi e tv il recinto metallico della Ground flare, il nuovo bruciatore a terra di Basell per il propilene di scarto. La barriera è alta otto metri che serve a limitare l’impatto visito e acustico nei confronti dell’esterno dello stabilimento, ma anche rispetto agli stessi dipendenti. A differenza delle attuali torce e della Ground flare già in funzione, che si trova a ridosso del confine nord-ovest dello stabilimento, il nuovo bruciatore sarà praticamente invisibile anche dal terrazzo del centro commerciale Diamante. E a visitarne l’interno, peraltro, poco o niente ricollega all’idea di un impianto chimico. In uno spazio grande quasi quanto un campo da calcio, spuntano da una distesa irregolare di ghiaia qualcosa come 635 ‘ugelli’ in grado di bruciare fino a 150 tonnellate di propilene all’ora, una portata molto superiore a quella degli impianti produttivi. In effetti, spiegano i tecnici Basell, vedere accendersi in progressione tutti gli ugelli sarà un evento davvero raro. L’impianto sarà in grado di funzionare anche nei momenti di black out della rete elettrica interna, in quanto dotato di un gruppo elettrogeno di emergenza, e sotto la ghiaia parte un sistema di tubazioni lungo un chilometro che lo collega agli impianti produttivi.

Il maxi-bruciatore entrerà in funzione entro giugno, è l’obiettivo dichiarato dalla dirigenza Basell, dopo il completamento dei collaudi alla presenza di Arpae, il cui direttore Pier Luigi Trentini è andato ieri a vedere di persona di cosa si tratta. Causerà il pensionamento delle due torce B7D, la più alta di tutte, e B7E, che verranno scollegate dagli impianti ma non smantellate, perché potrebbero servire durante le manutenzioni o emergenze, mentre l’altra Ground flare, B7G, costruita diversi anni fa, continuerà a funzionare affiancandosi al nuovo bruciatore.

Resta invariato il protocollo d’informazione nei casi di blocco impianti e attivazione del sistema di sicurezza, che è governato dalla società di servizi Ifm e prevede tra l’altro aggiornamenti periodici sullo stato degli impianti attraverso mail e sms alle autorità cittadine e alle forze dell’ordine. Riguarda, questo protocollo, l’intero petrolchimico, popolato da 870 dipendenti di Basell (uno su quattro laureato, il 28% donne), 300 di Versalis, 144 di Yara, 90 della stessa Ifm, 74 della Sef, 25 a Syndial e una dozzina a Crion. Una cittadella che va tenuta costantemente in sicurezza.

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