“Colleghi” truffatori in fuga e senza un euro
Merchiori “salvato” dalla giustizia, Mazzoni attende la stangata per il buco di 12 milioni
Il “broker rosso” chiedeva di aver pazienza ai suoi truffati, dicendo loro «vi ridarò tutto. Invece non hanno mai avuto risarcimenti dei 2 milioni e mezzo di euro che Gianluca Merchiori, il compagno di Rifondazione comunista che truffava amici ed ex fidanzate, improvvisandosi agente di borsa (on-line) riuscì a dilapidare con investimenti sbagliati. Raffaele Mazzoni, invece, contrariamente ai tanti “colleghi” truffatori di Alessandro Comitato (ultimo in ordine di tempo di una lunghissima serie), una copertura professionale l’aveva, eccome, essendo promotore di Mediolanum. Anche lui però, dopo aver raccolto nel suo portafoglio clienti ben 500 risparmiatori per quasi 12 milioni di euro, li ha lasciati tutti al verde: senza un centesimo. Merchiori è già stato processato e condannato, fino in Cassazioen: però la Giustizia, per i suoi truffati, non ha brillato per efficienza e giustizia: nei tre processi, tra il 2008 e il 2014, Merchiori è stato condannato a 5 anni e 8 mesi, 4 in appello e in Cassazione pena ridotta a 2 anni e 9 mesi: uno schiaffo ai suoi truffati. Raffaele Mazzoni, invece, non conosce ancora il conto che dovrà pagare (almeno quello giudiziario, visto che anche lui non ha più risorse, tutto sperperato dei 12 milioni di euro rubati): la sentenza nei suoi confronti è fissata in tribunale al 30 giugno prossimo: per lui l’accusa, il pm Nicola Proto, aveva chiesto una pena-stangata di 9 anni di carcere. Quasi a compensare non solo i danni - 11 milioni e 300 mila euro di solo 157 clienti - tra i 500 - per i quali sono stati provati gli ammanchi, bensì soprattutto per le sue parole irriverenti: «con questa vicenda è iniziato il mio Calvario» ha detto ai giudici. Parole solo scritte in una lettera, non ha avuto nemmeno il coraggio di presentarsi in tribunale.
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