Esportazioni e lavoro Segni più per il settore
Il valore della produzione agricola registra un aumento del 2 per cento Migliora il saldo della bilancia commerciale, bene anche l’occupazione
Torna a crescere il valore della produzione agricola regionale (+2%), che nel 2015 ha toccato i 4,2 miliardi di euro, mentre l’export agroalimentare mette a segno addirittura un + 6,2% arrivando a quota 5,7 miliardi; bene l’occupazione in campagna che aumenta per il secondo anno consecutivo (+1,5% per 66.110 occupati, +3,6% l’occupazione dipendente, circa 30% del totale le imprenditrici agricole). Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto agroalimentare dell’Emilia-Romagna, promosso da Regione e Unioncamere. Continua inoltre il trend positivo dell’export. Nel dettaglio le esportazioni agricole sono cresciute del 4,9%, quelle dei prodotti dell’industria alimentare del 6,4%. In miglioramento anche il saldo della bilancia commerciale grazie a una diminuzione delle importazioni. I prodotti made in Emilia-Romagna vanno soprattutto fuori dall’Europa: 4 miliardi su 5,7 vengono fatturati sui mercati extra Ue, con un aumento nel 2015 del 14% e punte del + 28,5% negli Usa, + 34,4% in Cina e +109% in Vietnam, senza dimenticare un +9,4% in Gran Bretagna).
Va anche ricordato che l’annata agraria 2015 è stata pesantemente condizionata dall’andamento meteo: forti piogge primaverili e un’estate siccitosa con temperature torride a partire da luglio, hanno avuto ripercussioni su semine e produzioni vegetali. Entrando nel dettaglio dei principali settori produttivi, l'andamento delle produzioni vegetali ha raggiunto una Plv di quasi 2,3 miliardi di euro, determinando un aumento del valore del 5,6%. In particolare si è verificato un forte recupero, sulla campagna precedente, di patate e ortaggi, con quasi 470 milioni di euro nel 2015 (+23% ) e delle produzioni arboree (oltre 1 miliardo di euro, +10%).
Le produzioni zootecniche invece sono rimaste sotto 1,9 miliardi, con una riduzione del 2,2%, anche se molto più contenuta di quella dell'anno precedente.
I cereali hanno visto una riduzione della Plv dell'1,8%, con -4,3% per il grano tenero e -13% per il mais, dovuta quest'ultima soprattutto alle scarse quantità prodotte (-20%).
Al contrario la forte espansione della produzione del grano duro (+63%) nel 2015 ha fatto aumentare di più di un terzo (+36%) il suo valore a livello regionale, nonostante il calo dei prezzi di oltre il 16%. Nel comparto delle patate e ortaggi il consistente incremento ha riguardato in particolare sia le patate (56%), dove il forte aumento del prezzo ha più che compensato la riduzione della produzione, ma anche i pomodori da industria (+12,5%), grazie sia al buon andamento dei raccolti, che ai prezzi. Continua invece il ridimensionamento della barbabietola (-41%), dovuta alla cattiva annata produttiva e alla riduzione dei prezzi.
I buoni risultati della Plv delle arboree sono collegati soprattutto al forte aumento dei prezzi per mele e pere (+22% +37%), ma anche per il comparto delle pesche e nettarine, con un aumento del valore rispetto all'anno precedente del 15%, mentre in controtendenza rimane l'actinidia (-30%), proprio per il calo dei prezzi. Nella zootecnia si registra nel 2015 un'ulteriore riduzione del valore della produzione (-2,2 %), anche se molto inferiore a quella dell'anno precedente. Prosegue l'andamento negativo per le carni suine (-7%) a causa della riduzione dei prezzi, a cui si aggiungono i cattivi risultati delle uova (-7,8%), in particolare per i bassi prezzi, mentre si riduce la produzione del latte (-1%), compensata però dalla tenuta dei prezzi (+1,4%).
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