La Nuova Ferrara

Ferrara

La grande truffa

Il ragioniere fa sparire due milioni

di Daniele Predieri
Il ragioniere fa sparire due milioni

Ferrara, Alessandro Cominato, promotore finanziario abusivo, ha raggirato 37 clienti in 8 anni: andrà a processo dal gip il 7 luglio

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Senza aver nessun titolo, nessun ruolo professionale come prevede la norma, rigorosissima «in materia di intermediazione finanziaria», ha “fregato” nel giro di 8 anni, dal 2005 al 2013, 37 persone, diventate nel tempo suoi clienti, oggi i truffati di turno.

In quegli 8 anni, Alessandro Cominato, ragioniere ferrarese di 55 anni - secondo procura e guardia di finanza che chiedono per lui il processo, fissato al 7 luglio -, è riuscito a “fregar” loro (e mai verbo gergale fu più azzeccato) quasi due milioni di euro.

Come tanti altri truffatori. Storia comune a tanti altri suoi “colleghi” truffatori che le nostre cronache hanno registrato in questi anni (vedi scheda a fianco coi due esempi di Gianluca Merchiori, il compagno comunista che truffava amici e fidanzate e Raffaele Mazzoni, promotore finanziario che ha inghiottito 12 milioni di soldi con investimenti sbagliati). Ma ciò che differenzia Alessandro Cominato da tanti altri truffatori di professione è il fatto che lui non aveva nè arte nè parte in materia di raccolta finanziaria: non lavorava per conto di nessuna banca o agenzie finanziarie.

Anzi, come hanno accertato le indagini, la truffa e i falsi sono stati commessi fin dall’inizio, coi primi atti con cui carpiva fiducia e fregava soldi ai suoi possibili clienti.

Contro di lui 37 persone. Tra le 37 persone che ora potranno costituirsi parte civile all’udienza davanti al giudice Piera Tassoni, il prossimo 7 luglio, ci sono clienti da tutto il Nord Italia: Ferrara, Bologna e la provincia, Rovigo, Padova, Cervia, Parma, Chioggia , Agordo. Clienti che hanno investito con lui - sbagliando, si può dire, ma solo oggi - cifre da capogiro, anche 600 mila euro e poi giù 422 mila, 200, 190, 140 fino a chi - per fortuna - diede solo 10mila euro.

Truffa e pochi rimborsi. Le accuse che gli vengono rivolte dopo le indagini partite con le prime denunce nel 2013, sono quelle di truffa per aver inghiottito nei suoi conti correnti (una quindicina sparsi in varie banche) 1 milione 855 mila euro: per poi restituirne negli anni solo una piccola parte, appena 300 mila euro. Perchè dopo aver carpito la fiducia dei suoi possibili clienti, ogni sei mesi li convinceva della sua professionalità, rimborsando piccole somme, alla voce interessi: così i clienti si tranquillizzavano, non smobilizzavano l’investimento e lui poteva continuare a raccogliere soldi, illegalmente.

Era un falso promotore. Illegalmente perchè non poteva farlo: l’accusa più grave che gli viene contestata, infatti, è quella di esercizio abusivo di promotore finanziario (illegale come un medico che si spaccia per tale senza mai essersi laureato e aver fatto specialità). Stesso reato - guarda caso - che condivide con più illustri “colleghi”, già condannati (Merchiori) e processtai (Mazzoni, sentenza 30 giugno).

Documenti inventati. Ma spacciandosi per promotore finanziario aveva bisogno delle classiche pezze d’appoggio: che inventava di sana pianta. Eccolo allora consegnare ai clienti, a garanzia dei versamenti, documenti falsi intestati a banche, Ubs svizzera e la Bnl a Ferrara: nelle indagini sono stati scoperti 27 documenti di questo tipo che lui consegnava per rendere credibile la truffa congegnata: da qui il reato di falsi in scrittura privata.

Ubs e Bnl, banche raggirate. Le banche, Ubs e Bnl, quando è stato chiesto della genuinità di questi documenti, ovviamente sono cadute dalle nuvole: addirittura la Bnl ha spiegato che all’interno della filiale ferrarese non è mai esistito un ufficio di “servizi finanziari interni”, dicitura presente nei documenti artefatti da Cominato: tutto inventato, un falso nel falso.

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