Ministero e Ue trattano slitta il decreto-rimborsi
Mentre l’ala dura dei risparmiatori azzerati, i No al salva banche, preparano per oggi una trasferta alla festa dell’Unità di Bologna dove parlerà il premier Matteo Renzi (appuntamento alle 11 in...
Mentre l’ala dura dei risparmiatori azzerati, i No al salva banche, preparano per oggi una trasferta alla festa dell’Unità di Bologna dove parlerà il premier Matteo Renzi (appuntamento alle 11 in stazione), al Senato si profila uno slittamento dell’iter per il decreto rimborsi. Ad annunciarlo è il presidente della commissione Finanze, Mauro Marino (Pd), impegnato anche in questa settimana di stop al lavori parlamentari in incontri ristretti per valutare gli emendamenti. «In questo momento è ancora in atto il confronto tra il ministero delle Finanze e l’Unione europea sulla fattibilità delle proposte di allargamento della platea dei rimborsi automatici - ha detto ieri Marino - Bisogna attendere l’esito di questo confronto, che è condizionato anche dagli sviluppi delle vicende di Popvicenza e Veneto Banca, alle quali si sta guardando con preoccupazione a Bruxelles. Di conseguenza ci serviranno un paio di giorni in più prima di portare il provvedimento in aula, fatto salvo che il voto dovrà necessariamente esserci entro la settimana».
Marino e il governo stanno lavorando «a rimodulare secondo scaglioni» il parametro del reddito, i famosi 35mila euro annui, e forse anche il tetto di 100mila euro di patrimonio, per «cercare di ampliare la platea dei rimborsati in maniera automatica», ribadisce il presidente della commissione Finanze. Resta infatti d’attualità il calcolo del 50% circa di “fortunati” formulato la sera stessa del decreto dal ministro Padoan. Ma sono sotto osservazione per modifiche anche gli altri due parametri, il rimborso all’80% e la data-limite della sottoscrizione delle obbligazioni. Vale la pena di ricordare che da Ferrara è arrivato una forte indicazione per considerare l’80% sulle sole quote azzerate e non sul totale delle sottoscrizioni, che porterebbe al 92% il totale dei rimborsi per quasi tutti i ferraresi, tenendo conto anche delle rate rimborsate dalla banca prima della risoluzione. L’altro obiettivo di Marino è «rendere più chiaro e trasparente il testo».
Nel frattempo restano molto attivi i No al salva banche, che all’assemblea dell’altra sera hanno stilato un calendario di iniziative. Oltre alla partecipazione alla protesta anti-Renzi, si dà appuntamento al 7 giugno, ora 11, di fronte alla Cattedrale di Ferrara, per andare in delegazione all’Agenzia 1 di Nuova Carife e chiedere un «drastico taglio» del tasso d’interesse (8,3%) del prestito ottenuto da Giosuè Arnone, il pensionato 83enne azzerato e impossibilito a far fronte alle spese quotidiane. Sabato 11 giugno è poi annunciata una manifestazione in città, con dettagli ancora da definire, la seconda di questo gruppo dopo il corteo di inizio maggio. (s.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
