Predoni dei fiumi La Lega chiede interventi più severi
Il consigliere regionale Pettazzoni: confisca e sanzioni anche se i bracconieri non vengono colti sul fatto
CAMPOTTO. «Le misure contro il bracconaggio ittico (che ha impoverito del 30% la fauna dei nostri corsi d’acqua) vanno inasprite. C’è bisogno di un intervento urgente per completare il dispositivo di legge, estendendo la confisca (di pescato, attrezzi e natanti) e le sanzioni economiche, anche se i predoni dei fiumi non vengono colti in flagranza di reato». È il senso della risoluzione presentata in Assemblea legislativa dal consigliere regionale della Lega Nord, Marco Pettazzoni, per concludere un percorso che ha visto già inasprire le sanzioni. Ma la norma attuale - evidenzia la Lega - «prevede alcune anomalie. Una su tutte: il fatto che multe e confische diventino esecutive sono in flagranza di reato. Cosa estremamente difficile da realizzare, secondo quanto riferito dal comando della stessa polizia provinciale di Ferrara, da tempo impegnata nel contrasto al bracconaggio ittico». La Lega ha ben presente il problema: difatti, da tempo viene richiesto di modificare l’articolo 25 della LR 11/2012, che prevede già le misure anti-predoni. Il Carroccio vorrebbe che il tutto si verificasse anche se, sul mezzo di trasporto, fossero individuati strumenti vietati, come elettrostorditori e tramagli superiori alla lunghezza consentita di 25 metri. «Occorre, inoltre, armonizzare alcuni aspetti regolativi anche sui singoli territorio provinciali, in cui, ad esempio, scorre il fiume Po. Perché non è possibile che su due sponde opposte del grande fiume – conclude Pettazzoni – vi siano aspetti regolativi diversi. La Regione deve completare il percorso iniziato, eliminando i coni d’ombra e dando una risposta agli operatori».
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