«È il primo passo, ne faremo altri»
Vitellio (Pd): no alle divisioni. Anselmi (Fi): sì all’esercito. M5s lancia l’eSecurity
Un piccolo passo, certo non la soluzione di tutti i problemi, ma comunque qualcosa. Rivendica l’impegno del consiglio comunale, e del Pd di cui è segretario provinciale, il consigliere Luigi Vitellio. È stato tra i firmatari dell’ordine del giorno del 30 maggio con cui l’assemblea municipale chiede al Governo di fornire alle forze di polizia uomini, mezzi e formazione, e insieme al sindaco Tagliani si è fatto promotore dell’incontro tra i sindacati di polizia e il viceministro Filippo Bubbico: «Il dialogo è la strada per risolvere i problemi e questo è il primo passo e non sarà l’ultimo. Andremo avanti, perché altre strade non ci sono, Siamo dalla parte delle forze dell’ordine e l’impegno dei Democratici non si esaurisce certo qui. Per questo invito il Sap a unirsi agli altri sindacati, per solo uniti riusciamo a ottenere qualcosa. Non è il momento di dividersi, ma di lavorare tutti insieme». «È un primo segnale, non la risposta assoluta a tutti i problemi - si unisce Renato Finco - Non si può pensare che dodici agenti in più possano essere una panacea, ma è una prima risposta alle richieste dei sindacati di polizia, è il risultato di un’azione concreta di governo».
Si dichiara invece «deluso» il capogruppo di Forza Italia Vittorio Anselmi: «Sono le rassicurazioni di questo governo: se gli si chiede 10 concede 5 e crede di aver reso tutti soddisfatti. Speravamo in un risultato più consistente, anche se è comunque un minimo passo in avanti. Ma fa riflettere il fatto che un sindacato come il Sap giudichi queste misure inadeguate, vuole dire che c’è qualcosa che non va». In consiglio comunale, continua Anselmi, «continueremo a battere sul tasto della sicurezza, perché non è un problema che si risolve dall’oggi al domani con un ordine del giorno. Al prefetto chiederemo un presidio più puntuale del territorio, impiegando l’Esercito, se necessario, per far capire che lo Stato è presente».
Del tutto opposta la visione del Movimento 5 Stelle, che non ne fa una questione di numeri, ma di strategie: «Anche se arrivassero cento poliziotti in più non saremmo soddisfatti, perché non basta aumentare la quantità degli agenti, bisogna anche dotarli dei mezzi adeguati, degli strumenti all’avanguardia e della necessaria formazione», sottolinea il neocapogruppo Federico Balboni. Non si tratta, continua «di militarizzare la città, ma di adottare nuove strategie di contrasto alla criminalità». Quali? La nuova frontiera, spiega Balboni, è la “sicurezza urbana predittiva” (la cui formula, a dire il vero, detta così ricorda un po’ il film “Minority Report”). «Si tratta di un progetto, eSecurity sviluppato dall’Università di Trento - conclude Balboni - e che funziona con algoritmi che calcolano le probabilità con cui si può verificare un reato in un determinato tempo e luogo per poter sviluppare la prevenzione». (a.m.)
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