La Nuova Ferrara

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Il fondo delLA DOMENICA

ELEZIONI CON VISTA SU ROMA

di LUCA TRAINI
Un seggio elettorale a Vigarano
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Un seggio elettorale a Vigarano

Il fondo domenicale del direttore della Nuova Ferrara sul voto amministrativo

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Non vorrei essere nei panni di Luigi Vitellio, questa notte. Il segretario provinciale del Partito Democratico affronterà lo spoglio delle amministrative dalla scomoda posizione di chi ha tutto da perdere, perché il migliore dei successi possibili in termini di gonfaloni conquistati non sarebbe altro che la conferma dell’en-plein del 2011, ed ogni diverso risultato destinato ad essere rubricato tra il ridimensionamento fisiologico e la sonora sconfitta. Finì 7-0 per il centrosinistra, cinque anni fa. Berlusconi era al governo, Monti faceva ancora il professore, Renzi il sindaco di Firenze: altro che lustro, politicamente sembra passato un secolo, le due situazioni sono poco paragonabili. Vero. Ma scommettiamo che, se i democratici non dovessero confermare tutte le amministrazioni ferraresi, sarebbero comunque mugugni e stilettate?

Nel centrodestra la verifica è alla luce del sole, conclamata da schede elettorali affollate di candidati che si contendono lo stesso elettorato, anche quando non c’è un secondo turno che possa ristabilire gli schieramenti, e andare divisi riduce al lumicino le chances di mandare a casa l’amministrazione uscente.

Accade perché all’interno della partita amministrativa si è innestata una conta – politica o personalissima – proiettata sulle elezioni per il Parlamento e la redistribuzione di poltrone e incarichi remunerativi.


La Lega, l’unico partito che corre con il proprio simbolo anche dove gli altri schieramenti sono ostentatamente civici, non ne fa mistero: “contro i soliti personalismi” e “battiamo la nobiltà decaduta” sono stati i due slogan ricorrenti della campagna elettorale. Prima di domani sapremo come è andata.


Nella partita più complessa e sostanziosa, quella per Cento, unico Comune ferrarese che va alle urne con il doppio turno e la possibilità del voto disgiunto, mancano i Cinquestelle, che invece sono in corsa a Codigoro. Non ci sono per scelta deliberata della Casaleggio Associati, srl che detiene il simbolo e lo ha negato alle liste grilline pronte in decine e decine di comuni medio-grandi di tutt’Italia, secondo una strategia di avvicinamento al voto politico che vede in ogni amministratore eletto un fianco scoperto, una preoccupazione di cui fare a meno.

Esclusa dalla competizione, per una serie di errori formali, anche la lista di ripiego che gli attivisti locali hanno comunque provato a presentare, il bacino elettorale dei Cinquestelle, che era accreditato a doppia cifra, può risultare comunque determinante. E più o meno apertamente i cinque candidati a sindaco vi hanno puntato, tutti.
Buon voto.
Luca Traini
l.traini@lanuovaferrara.it


 

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