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Per Oualid una bacheca con frasi e foto

di Marcello Pulidori
Per Oualid una bacheca con frasi e foto

L’hanno allestita i compagni di classe del 18enne di San Biagio morto in un incidente stradale

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SAN BIAGIO. Sarà per sempre la sua bacheca, la bacheca di Oualid Wolly Arrobi, il 18enne studente-calciatore la cui vita è stata falciata ed è finita per colpa di un incidente stradale. L’hanno allestita ieri i compagni di classe del ragazzo che in pochi anni aveva saputo farsi voler bene. Ci sono frasi, fotografie, ricordi, tutto quello che il cuore detta e che la mano scrive o appende in quel piccolo e magnifico sacrario attaccato a una parete diventato meta di un pellegrinaggio che non si ferma. Situazioni, emozioni e dolori confermati, ieri mattina, anche dal vicepreside dell’Itt (l’Istituto Tecnico Tecnologico, con sede a Portomaggiore in via Valmolino) che Wolly frequentava: «Non abbiamo voluto, per una precisa scelta - ci ha detto ieri mattina il professor Bruno Ferrigato raggiunto al telefono, con voce ancora commossa - imporre nessun tipo di commemorazione formale. Abbiamo voluto che fossero i ragazzi, i suoi amici, i suoi compagni di scuola, i suoi coetanei a decidere come ricordare Wolly. Io posso soltanto dire che lo conoscevo, era un bravissimo ragazzo. Non posso dire o aggiungere altro. Una cosa, però, vorrei dirla: in queste ore, in questi giorni successivi alla tragedia, qui a scuola sembra che tutti abbiano perso il dono della parola. C’è un silenzio assordante che testimonia, più di mille altre cose, il grande dolore di questi ragazzi. C’è un’atmosfera surreale dovuta alla perdita così traumatica e drammatica di un ottimo giovane». Oltre ai messaggi di solidarietà e affetto che stanno giungendo in queste meste ore alla famiglia (originaria del Marocco) del ragazzo, i suoi amici ed i compagni di squadra dell’Argentana stanno pensando anche di dare forma e sostanza a qualcosa di concreto, non solo per salutare l'amico scomparso, ma anche per aiutare la famiglia a sostenere le spese necessarie per trasportare la salma di Wolly in Marocco. «I compagni di squadra e gli amici del paese stanno organizzando per una di queste sere un evento benefico per raccogliere fondi da donare alla famiglia. In molti - spiega Stefania Cricca - sono rimasti colpiti da questa drammatica vicenda e vorrebbero, per quanto possibile, contribuire, fare la propria parte per fare capire alla famiglia che la comunità c'è, è presente e gli è vicina. E che tutti vogliono bene a Wolly anche se non è più tra noi». Infine, come ormai inevitabile, continuano a susseguirsi bellissimi e struggenti messaggi di affetto nei confronti di Wolly su Facebook e anche su altri social, gli strumenti di comunicazione più utilizzati dai giovani, dai suoi coetanei. Gli stessi che oggi lo piangono.

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