Guerra delle cliniche
«Caso Hesperia, gli imputati hanno agito nell'interesse pubblico»
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Tiziano CarradoriLe motivazioni della sentenza che ha assolto Carradori, Baldassarri e Lusenti: dai denuncianti «pretese illegittime che non potevano essere accolte e atteggiamenti aggressivi nei confronti degli imputati»
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BOLOGNA. Non solo i funzionari della Regione Emilia-Romagna non hanno fatto pressioni, ma sono stati loro sostanzialmente le 'vittime' di pretese e 'attegiamenti aggressivi' da parte del gruppo Hesperia. Nel motivare l'assoluzione per l'ex dg dell'assessorato alla Sanità dell'Emilia Romagna Tiziano Carradori, oggi direttore generale dell'azienda ospedaliera Sant'Anna, di Ferrara, per la funzionaria Bruna Baldassarri e per l'ex assessore Carlo Lusenti, il gup del tribunale di Bologna, Rita Zaccariello, rovescia completamente i fronti della cosiddetta 'guerra delle cliniche', smontando le accuse. Gli imputati sono difesi dagli avv. Mariano Rossetti, Alessandro Gamberini e Nicola Mazzacuva.
«Il vaglio delle risultanze acquisite - si legge nel documento - consente di affermare con certezza che i funzionari regionali non hanno attuato alcun abuso costrittivo nei confronti dei rappresentanti di Hesperia (i denuncianti, ndr), anzi, al contrario, sono stati destinatari da parte di costoro di una pretesa volta ad escludere dalla sottoscrizione dell'accordo-contratto (per la regolamentazione dei rapporti tra Regione e ospedali privati, ndr) due strutture accreditate del gruppo concorrente (Sansavini, ndr), che appare del tutto illegittima e che come tale non poteva essere accolta».
La «pretesa» non poteva essere accolta, per il giudice del rito abbreviato, «sia perchè contraria alle disposizioni della normativa di riferimento sia perchè pregiudizievole per l'interesse pubblico cui deve essere ispirato l'agire dei funzionari dell'ente territoriale. A questo riguardo si deve considerare che è il primario interesse di tutela della salute dei cittadini a giustificare che si faccia ricorso, tramite il rapporto di convenzione, all'apporto delle cliniche private, cui viene assegnata una funzione complementare rispetto alle strutture della sanità pubblica. Non è quindi irrilevante, alla stregua del pubblico interesse sotteso alle scelte del contraente pubblico, che i quattro ospedali privati accreditati per l'alta specialità chirurgica avessero una dislocazione in grado di soddisfare le esigenze di zone geografiche distinte: Villa Maria Cecilia a Cotignola (Ra), Villa Torri a Bologna e Villa Salus a Reggio Emilia per quanto riguarda le cliniche del gruppo Sansavini; Hesperia a Modena per quanto riguarda il gruppo Garofalo».
Il processo nasceva da un esposto del giugno 2013 dal gruppo Hesperia, che si riteneva penalizzato dai criteri di accreditamento per l'alta specialità cardiochirurgica di alcune case di cura private in regione, che avrebbero favorito la realtà concorrente, il gruppo Sansavini. L'esposto aveva portato all'inchiesta del pm Morena Plazzi che accusava Carradori, nel frattempo divenuto dg dell'azienda ospedaliera universitaria di Ferrara, e Baldassarri, di concussione per aver costretto Hesperia a firmare un accordo-contratto svantaggioso; Carradori rispondeva anche di falso, insieme a Lusenti. La procura aveva chiesto condanne per i primi due, assoluzione per l'ex assessore.
Secondo il giudice le pressioni non ci furono. Anzi, nella sentenza si sottolineano «gli sforzi profusi da Carradori per mantenere aperti margini di trattativa, nonostante l'asprezza dei toni assunti dai rappresentanti di Hesperia nel corso dell'incontro del 10 aprile 2013 e negli scritti successivi e l'assurda pretesa da parte di costoro di una revoca pressochè immediata» dell'accreditamento di due strutture del gruppo concorrente, Villa Torri e Villa Salus.
Sforzi che trovano ragione «essenzialmente nella volontà di preservare le funzionalità nel territorio di un sistema di complementarietà che sino a quel momento aveva dato risposte soddisfacenti e che rischiava di essere compromesso dalla presa di posizione dei rappresentanti di Hesperia che, disertata all'ultimo la sottoscrizione dell'accordo il 5 febbraio 2013, in seguito hanno posto condizioni sostanzialmente inaccettabili per la stipula di un accordo-contratto separato e, a fronte del mancato recepimento delle loro istanze, il giorno stesso della sottoscrizione, l'11 giugno 2013 hanno depositato l'esposto».
La trascrizione della registrazione dell'incontro avvenuto in Regione il 10 aprile 2013 «costituisce prova evidente» che «gli imputati Carradori e Baldassarri siano stati destinatari di un atteggiamento particolarmente aggressivo posto in essere dai rappresentanti di Hesperia».
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