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L’affluenza non crolla Pasticcio sulle schede

L’affluenza non crolla Pasticcio sulle schede

Votanti in flessione dell’8% rispetto al 2011 quando c’era anche il lunedì A Formignana arrivano 200 schede di Goro, allarme a urne già aperte

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FERRARA. Le urne aperte fino a tarda ora per decidere i sindaci dei sette Comuni ferraresi al voto sono risultate più vuote di cinque anni fa. In una giornata caratterizzata dal pasticcio delle schede a Formignana e dal maltempo serale, infatti, hanno votato circa 5mila elettori in meno, oltre l’8%. L’affluenza è infatti passata dal 73,68% al 65,51%, una flessione tutto sommato contenuta anche perché cinque anni fa si votava su due giorni. Molto consistente il recupero rispetto allo sprofondo di affluenza delle ultime Regionali, ma quel dato è poco confrontabile. Il calo maggiore lo ha fatto registrare proprio Formignana, che è passata dal 73,70 di cinque anni fa al 58,5% di ieri, ma anche i dieci punti di differenza di Portomaggiore sono significativi. A contenere il calo sono stati invece Goro (-5%), Vigarano e Tresigallo (-6%). Il forte temporale delle 21.30 probabilmente non ha influito in maniera significativa sul rush finale del voto, perché a urne aperte era concentrato sul capoluogo, ma ha creato qualche problema al lavoro della Prefettura. L’intera zona di corso Ercole d’Este, a Ferrara, è rimasta a lungo senza luce, e per parte della serata il lavoro dell’ufficio elettorale della Prefettura è andato avanti appoggiandosi al gruppo elettrogeno, che però ha portata limitata.

Il fatto più rilevante, per certi versi incredibile, è però successo a Formignana, quando poco dopo l’apertura dei seggi, alle 7.30, qualcuno si è accorto che nei seggi 2 e 3 c’era un pacco di schede... del Comune di Goro. Invece di votare per Paola Pusinanti o Andrea Brancaleoni, quindi, c’è chi si è trovato a scegliere tra Gino Soncini e Diego Viviani. Grande imbarazzo ai due seggi, naturalmente, e frenetici contatti con la Prefettura anzitutto per comprendere l’entità del “problema”, e poi trovare una rapida soluzione. Si è verificato abbastanza in fretta che l’invio sbagliato riguardava 200 schede su oltre 2mila, e quindi è stato possibile sostituirle con le scorte di seggio, comunali e prefettizie, che ammontano al 25% del totale. L’errore non è stato reciproco, nel senso che a Goro non sono arrivate schede di Formignana, e i controlli effettuati a tappeto sui seggi degli altri comuni hanno dato esito negativo, per cui il trambusto è stato circoscritto e non ha influito sulla regolarità del voto (a meno di non scoprire che qualche elettore di Formignana ha siglato la scheda sbagliata). Ma com’è potuto succedere? «La legge prevede che le schede vengano controllate una per una nel pomeriggio del giorno precedente al voto - spiegavano ieri sera in Prefettura, da dove trapelava non poca irritazione per l’accaduto - Evidentemente ciò non è stato fatto in quei due seggi, altrimenti si sarebbero accorti dell’invio sbagliato». I due presidenti rischiano una segnalazione alla Corte d’appello, con possibile cancellazione dall’albo dei presidenti, mentre la tipografia che si è aggiudicata l’appalto per la nostra zona, che è in provincia di Padova, sarà pure segnalata al Poligrafico di Stato. Anche la tipografia rischia di pagare l’errore di ieri, il primo di questo genere che si ricordi.

Stefano Ciervo

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