Pista di fango, i cavalli non corrono
Gara annullata, oggi si decide se rinviare o rinunciare. Il rullo compattatore bloccato due volte nella melma
Se il pubblico del Palio ieri ha dovuto rinunciare alla corsa del cavalli - non disputata per mancanza dei requisiti di sicurezza della pista - ha avuto lo stesso il suo campione da applaudire: il conducente del rullo compressore che con eroica costanza ha percorso e ripercorso l’anello della piazza nel tentativo di compattare il terriccio della pista, che le implacabili piogge unite all’alto tasso di umidità avevano trasformato in una malta ingovernabile.
La gara, prima ancora di quelle ufficiali, è stata proprio tra la pista e il rullo. A tratti ha avuto la meglio la prima: per ben due volte il mezzo si è bloccato nel fango, ed è stato necessario l’intervento del trattore frangizolle per liberarlo. E poi via, di nuovo, a piallare la pista in retromarcia, e a gran velocità nella corsa contro il tempo (e soprattutto il meteo) per offrire al pubblico - disorientato dalla prolungata attesa e sempre più somigliante a un collettivo “umarel” di fronte al frenetico cantiere - lo spettacolo del Palio. «Abbiamo sparso la calce per assorbire l’umidità, poi compattiamo il terreno, alle tre e un quarto cominciamo con le gare; di sicuro putte, putti e asine, poi valutiamo», assicurava l’ingegnere addetto alla pista, Fabio Picariello.
Una previsione un po’ ottimistica perché solo alle 16.20 l’anello viene liberato dai mezzi e può fare l’ingresso il corteo in versione ridotta: i gonfaloni della Corte Ducale e delle otto Contrade rappresentate solo dai Maestri di Campo e dagli Araldi, poi il gruppo dei Musici e, dopo la consegna dei premi Casati e Visentini a Santo Spirito e San Giorgio, il gruppo misto degli Sbandieratori. Alle 16.35, quando già incombono nuvole tutt’altro che rassicuranti, corrono le putte e a stretto giro anche i putti. La doppia gioia di San Paolo è raffreddata da qualche goccia di pioggia, si aprono gli ombrelli e, nella tribuna “istituzionale” con sindaco Tagliani, questore Sbordone, vescovo Luigi Negri, prefetto Tortora e consigliera regionale Zappaterra, i visi del presidente del Palio Alessandro Fortini e dell’assessore Aldo Modonesi si fanno più tirati.
Preoccupa lo stato della pista, soprattutto il tratto vicino alla Tribuna della Mossa, il più all’ombra, dove già il famoso rullo aveva prodotto inquietanti ondulazioni e gli zoccoli delle asine avevano lasciato solchi profondi. Fermi tutti: i vertici del Palio, con il mossiere Renato Bircolotti, si riuniscono per prendere una decisione sulla corsa del cavalli. Così, il migliaio di spettatori resta ancora in attesa, così come i 70 esponenti delle forze dell’ordine - tra polizia, carabinieri e guardia di finanza - che hanno quasi “blindato” la piazza.
Basta un quarto d’ora per decidere, e un’occhiata per capire. All’uscita i presidenti delle contrade agitano le mani come per dire: si va a casa. È Alessandro Fortini, provato da queste settimane di rinvii e incertezze, a dare l’annuncio: «Abbiamo fatto il massimo, ma non c’erano le condizioni perché i cavalli potessero gareggiare in sicurezza, più di quanto non abbiano fatto i putti e le putte, che hanno corso con il fango alle caviglie. L’ingegnere e il geologo hanno detto che ci sono punti pericolosi, e senza sicurezza al 101 per cento la corsa dei cavalli non si può disputare. Non si può mettere in discussione la storia del Palio per questioni di interesse. Lo so bene, e lo sa la città, cosa significa saltare la gara per le contrade e per tutti quelli che lavorano al Palio. Ma gli interessi dei singoli non devono prevalere sulla collettività: o una manifestazione è sicura e fatta bene, o non la si fa».
Oggi nuova riunione per decidere se recuperare la gara e quando: sabato 11 o domenica 12 i giorni candidati. «Proporrò l’ingresso aperto, senza biglietto, per vivere la festa».
Alessandra Mura
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