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A Tresigallo il ciclone Brancaleoni

di Marcello Pulidori
A Tresigallo il ciclone Brancaleoni

«In 6 mesi abbattuto il muro di Berlino». Il sindaco prepara la giunta, Perelli quasi certo come vice Nell’agenda le priorità, presto un progetto per Rossoni

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TRESIGALLO. Non è soltanto un cambiamento, è una rivoluzione, per certi versi anche culturale. Nella città razionalista, creata da Edmondo Rossoni e governata dal Dopoguerra dalla sinistra e dalle sue derivazioni, dove lo stesso Rossoni (ministro dell’agricoltura durante il Ventennio fascista) è stato per tanto tempo ammirato ma anche tollerato, qui, a Tresigallo, la novità è epocale. Il nuovo sindaco è un dirigente d’azienda di 53 anni, Andrea Brancaleoni, uno che ci ha creduto fino in fondo con una squadra che ha creduto fino in fondo a lui. Ora dalle parole dovrà passare ai fatti, e qui si farà più dura.

Telefono rovente e gioia nel cuore. Lo raggiungiamo al telefono, non senza fatica, alle 16 in pacca: «Siamo un gruppo giovane, ci siamo esposti con le nostre facce - dice il neosindaco - , senza i partiti. Siamo nati come lista civica 6 mesi fa. Ci davano tutti per persi, abbiamo vinto col 57%. Credo sia questa la risposta migliore». Cosa è successo? «È caduto, anche qui a Tresigallo, il muro di Berlino, è un passaggio epocale. La Pusinanti? Ci siamo già sentiti, sapete che abbiamo buoni rapporti. Mi ha promesso una sana opposizione». Con 215 preferenze personali, la domanda è semplicemente inevitabile: Mirko Perelli vicesindaco? Brancaleoni non risponde. Ma l’assistente capo di Polizia la maglia del numero 2 del municipio ce l’ha quasi cucita addosso. Sindaco, e l’assessore alla sicurezza? Altro silenzio.

Ma non ci sono tante alternative: Perelli o Giglioli (il carabiniere eletto consigliere. Brancaleoni parla solo del gruppo: «Siamo un gruppo, si viene in riunione per proporre e non per imporre e si decide per alzata di mano». L’inizio è avvincente. La prima cosa da fare? «Incontrare i dirigenti comunali, fissare le priorità». Qui è nato un certo Rossoni....«Per questa storica figura abbiamo già un progetto pronto, ma adesso non glielo dico».

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