Argenta, uno stadio in lacrime per Oualid
Ieri al campo sportivo il ricordo del ragazzo morto in un incidente La società granata pensa ad un torneo giovanile da intitolare a Wolly
ARGENTA. Un intero paese in lacrime. Una famiglia straziata dal dolore. Allo stadio “Mongardi” amici, compagni di classe, conoscenti, professori, amministratori, calciatori, bambini, ragazzi e adulti hanno partecipato alla cerimonia commemorativa di Oualid Arrobi, il ragazzo di 18 anni scomparso mercoledì notte in un incidente stradale.
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La società Argentana, con la dirigenza, i giocatori e l’allenatore Davide Marchini, distrutto dal dolore, hanno accompagnato e stretto genitori e conoscenti, in un grande abbraccio papà, mamma e fratelli. Nessuno è riuscito a trattenere le lacrime. Anche il sindaco Antonio Fiorentini e il vice Andrea Baldini erano presenti alla commemorazione, portando ai genitori il saluto di Argenta, che da decenni ha adottato la famiglia marocchina di Wolly, integrata nel tessuto sociale.
La mamma, sconvolta dal dolore, ha gridato e chiamato il suo “piccolo”, come a volerlo riportare indietro. Non da meno i compagni granata, che in silenzio hanno ricordato i momenti trascorsi sul campo, a scuola e nella vita di tutti i giorni. Al centro del terreno di gioco era stato allestito un banchetto dove i presenti potevano mettere la loro firma su un libretto e lasciare un piccolo contributo per il trasferimento della salma in Marocco per la sepoltura. La voce dello speaker ha chiamato in campo Oualid, come in una normale partita, scandendo bene il numero 10, quello che indossava la giovane promessa.
«Eri una presenza silenziosa e sorridente – le parole dagli altoparlanti – che si poneva con grinta e determinazione. Per te era tutto semplice e naturale: quando saremo tristi penseremo alla tua allegria, perché rimarrai sempre nei nostri cuori. La società granata, per parola del presidente Bruschi, ha pensato ad un torneo giovanile da intitolare a Wolly.
«Non avrei mai pensato di essere qui – ha detto mister Marchini – perché mi sembra impossibile quanto è accaduto. Un tuo semplice sguardo mi faceva capire quanto ti piacesse vivere. Dicevi sempre: ‘Mister ci penso io’ ed era così, ci pensavi tu. Non passerà un solo momento, quando sarò in panchina, in cui non penserò a te». Poi, il capitano dell’Argentana, Pagani, ha consegnato un pallone autografato dai compagni alla famiglia, insieme a una foto di Oualid. (e.m.)
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