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Il flop di Lodi: l’ex sindaco di Cento resta di stucco

Il flop di Lodi: l’ex sindaco di Cento resta di stucco

La sua amarezza affidata alla rete: «Travolto dal voto di protesta» Ma chi gli è più vicino chiama in causa anche difficoltà d’approccio

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CENTO. L’avevamo lasciato nella notte tra domenica e lunedì nella sede del Pd comunale, con un “vaffa” lanciato mentre ascoltava i risultati, scoraggianti, di uno dei seggi. Poi un post su facebook con cui riconosceva la sconfitta. Piero Lodi ieri ha scelto il silenzio, con il suo telefono a squillare senza che ci fosse risposta, anche per alcuni compagni di partito.

Durante la notte delle elezioni, il primo cittadino uscente e candidato sindaco del centrosinistra ha fatto della sede Pd il suo quartier generale delle comunali. Nella sala giovani e meno giovani, uomini e donne, amministratori, anche se non proprio tutti, e sostenitori. Ma il clima che si è respirato era di quelli difficili: man mano che arrivavano i primi risultati, per Lodi era evidente una situazione all’inizio «indecifrabile. Il voto sembra frammentato», spiegava, ricordando anche le prime previsioni di risultati che arrivavano da Milano, Roma e Bologna. «Sto avendo successo in alcuni seggi - evidenziava Lodi - , ma il distacco che ho nei seggi in cui sono avanti Contri e Toselli non viene recuperato. Il divario con gli altri due candidati resta»

Ma con l’arrivo degli altri risultati, seggio dopo seggio il distacco dalla coppia Contri-Toselli è diventato via via sempre più evidente, fino alla consapevolezza di essere fuori dal ballottaggio. E al riconoscimento del successo degli avversari, con il post pubblicato verso le 2 della notte.

«Cento ancora una volta - ha scritto il sindaco uscente - sceglie di cambiare ad ogni passaggio elettorale. Ha vinto un atteggiamento di protesta. In democrazia il risultato delle urne è l'unica cosa che conta. Resta l'orgoglio enorme per avere amministrato questa Città per 5 anni e la soddisfazione delle cose realizzate che rimarranno a prescindere dal risultato e dei cantieri che si completeranno qualunque sia il prossimo sindaco».

Resta, ha continuato il primo cittadino uscente, «la gioia enorme per una squadra meravigliosa, per ragazzi, ragazze, uomini e donne che ci hanno creduto fino alla fine e che meritavano una soddisfazione più grande. Un gruppo che avrebbe potuto lavorare col cuore e con la testa per la nostra Città».

Ma nello stesso tempo Lodi ha voluto confermare anche il proprio impegno: «Continueremo in ogni caso ad impegnarci per Cento perché questa è la città che amiamo anche se in questo momento l'amarezza è la delusione sono grandi. Viva Cento».

Comprensibile l’amarezza,anche tenendo conto del fatto che il sindaco uscente ha basato tutta la sua campagna elettorale sulla strada della continuità, chiedendo ai centesi di votarlo ancora per portare a compimento i progetti e mostrando ai cittadini quanto realizzato alla guida del Comune. «Le grandi emergenze sono state affrontate e risolte in questi 5 anni» ha ribadito il sindaco prima del voto, citando gli interventi effettuati. E ricordando sia di avere ancora «molte idee, proposte e progetti che vorremmo realizzare». Ma evidentemente i centesi non hanno apprezzato quelli che Lodi ha evidenziato come punti di forza.

Probabile, come spiegato dallo stesso primo cittadino uscente durante la presentazione della lista Pd. nei giorni precedenti alle elezioni, che a portare al dietrofront degli elettori siano stati quegli «errori e limiti nella comunicazione», come lo stesso Lodi ha ammesso e che i suoi avversari hanno indicato anche nella mancanza di contatto con i cittadini. Problemi che però forse sono stati sottostimati dal sindaco e dalla sua maggioranza, che dovrà riflettere su quanto accaduto. E che sono stati percepiti in ritardo, soltanto nella parte finale del mandato.

Situazioni non avvertite dal centrosinistra ma che hanno determinato l’allontanamento degli elettori e sancito l’esclusione di Lodi anche dal ballottaggio. (al.vin)

 

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