Minarelli, conferma a Portomaggiore: «Vittoria scontata? Ce la siamo meritata»
Il sindaco: alcuni assessori tra i nomi del consiglio comunale. Dopo 30 anni abbiamo superato la soglia del 50%
PORTOMAGGIORE. Camicia azzurra leggermente stropicciata, maniche arrotolate e scarpe da ginnastica. Il riconfermato sindaco di Portomaggiore Nicola Minarelli può finalmente rilassarsi. «Non molto, anzi per niente - dice tra un sorriso e l’altro - Magari per due giorni cercate di non fare domande impegnative, poi prometto che risponderò a tutti e su tutto».
I nomi degli assessori?
«Ecco, appunto. Non ho intenzione di parlare e non aprirò bocca per i prossimi dieci giorni. Lascerò spazio a ipotesi e toto-giunta, la squadra sarà presentata solo quando sarà formata».
Si rifiuta di fare la foto affacciato dal balcone, non vuole anticipare alcun nome per non bruciarlo...Un primo cittadino scaramantico? Ci sono possibili assessori tra i nomi degli eletti in consiglio comunale?
«Ci sono? Sì, potrebbero esserci. E sul balcone non ci vado, non posso davvero. È stata una bella campagna elettorale, abbiamo respirato un clima favorevole fin dai primi giorni e il risultato ci ha davvero sorpreso: dopo 30 anni un sindaco di centrosinistra è stato eletto superando il 50% delle preferenze. Meglio di così non poteva andare, tenendo conto che vengo da cinque anni di amministrazione, i cittadini mi conoscono perfettamente e dunque la loro è stata una scelta più che consapevole».
E la Lega? Ha portato a casa un risultato importante...
«Molto. Ma non penso che il risultato sia legato alla massiccia presenza di stranieri sul territorio di Portomaggiore. Certo, ci sono problematiche che sono sentite più o meno da tutti ma penso che si sia votato il partito. Con tutto il rispetto che ho per il candidato Gian Luca Lombardi, il mio è un ragionamento più ampio. E se ci fosse stato il Movimento 5 Stelle le cose sarebbero andate diversamente. Forse anche per noi. Il risultato di Codigoro deve comunque far riflettere e non è da sottovalutare».
Perché gli elettori hanno scelto la continuità secondo Lei?
«Perché abbiamo saputo ascoltare. Ogni sera quando torno a casa trovo la mia bacheca Facebook piena di messaggi di ogni genere. E sottolineo di ogni genere. Mi sono trovato a risolvere problemi che generalmente trovano soluzioni tra le mura domestiche e il dialogo è sempre stato costante. Nel bene come nel male...i commenti non sono quasi mai positivi, ecco».
In questi cinque anni, cosa non siete riusciti a fare?
«Il rammarico più grande è il teatro Concordia. Per tutta una serie di motivi non abbiamo avuto la possibilità di sfruttare i finanziamenti europei, i fondi non sono arrivati. Il presidente della Regione Bonaccini si è impegnato. Noi anche. Incrociamo le dita. E poi la Delizia del Verginese, anche qui serve un rilancio importante, quello che fino ad oggi è mancato».
Le parole chiave dei prossimi cinque anni?
«Partecipazione. Vogliamo implementare le piattaforme informatiche e dare la possibilità a tutti di navigare. Cultura, facendo partire una serie di progetti già in cantiere e Giovani, perché per quanto possa sembrare banale, sono loro il nostro futuro, il nostro migliore investimento. E poi, se posso aggiungere, adeguamento sismico delle scuole; recupero e riqualificazione del centro sportivo comunale; irrobustire il sistema delle borse lavoro con attenzione al baratto amministrativo».
Per qualcuno il problema dei rifiuti e della differenziata è particolarmente sentito...
«Stiamo lavorando per cercare di rispondere alle diverse esigenze e viaggiamo verso la costituzione di una società unica formata da Area e Cmv...aspettiamo di capire cosa farà la “Repubblica di Argenta”perché ancora... Ah, ecco. Dovevo immaginarlo. Lo scriverete, vero? Aspetterò la telefonata del sindaco Fiorentini»...
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