La Nuova Ferrara

Ferrara

la proposta: portateci le giostre

«Da quassù vedo il fuggi fuggi quando arriva la polizia»

«Da quassù vedo il fuggi fuggi quando arriva la polizia»

Il 25 giugno del 1962, in Consiglio comunale, Giorgio Bassani propose di far saltare l'"ignobile casone" che lo aspettava a ogni rientro da Roma. Certo si trattava di una provocazione alla giunta di...

2 MINUTI DI LETTURA





Il 25 giugno del 1962, in Consiglio comunale, Giorgio Bassani propose di far saltare l'"ignobile casone" che lo aspettava a ogni rientro da Roma. Certo si trattava di una provocazione alla giunta di allora, ma si permise di sentenziare: «Non saprei dire se più brutto o più stupido» il nostro grattacielo. Lo scrittore scivolò emotivamente, ma su un aspetto aveva ragione: la gestione e il mantenimento del complesso sarebbero stati costosi e complicati. Adesso c'è chi chiede, tra i quali l'inquilina Rita, «di riportare la pubblicità che un tempo sventolava - lo striscione del Fernet Branca - proprio per attutire le spese delle scale e della manutenzione ascensori». Il colosso di cemento armato era il manifesto dell'ambizione ferrarese.

Se la vista dello skyline è mozzafiato, scendendo i gradini l'aria è cambiata. Una delle prime proposte fu di recintare i giardini per proteggerli dalla situazione di spaccio e di degrado. Si opposero i condomini stessi, lamentando di non voler finire in gabbia per causa d'altri. I quasi duecento appartamenti che si dividono le due torri sono bilanciati, alla base, da ventisei possibili attività commerciali. Possibili, perché tra la desolazione sotto la galleria e la cappella consacrata ai lavoratori, di esercenti nostrani ne sono rimasti due. Il più longevo è "l'Erborista del Grattacielo", come evidenzia l'insegna, che apre solo la mattina. Il secondo è "Ferrara Fumetto", che dal '96 dispensa carte, manga e gadget da collezione.

«Se le giostre fossero spostate qui - propone la coppia di negozianti - o si pensasse a un'occasione d'incontro coinvolgente, la gente si divertirebbe e il giro cambierebbe di sicuro. Di recente sono già due le volte che interveniamo su atti vandalici. La mattina, mentre vanno a scuola, alcuni ragazzi che scendono dal treno avvolgono maniglie e cartelli con la carta igienica. E danno fuoco». Magari sono italiani, spinti dalla noia e dalle considerazioni a zero che si fanno di continuo della zona. L'interrogativo di chi ci tiene rimane perché le forze dell'ordine abbiano rimosso tutte le panchine dai giardini tranne una, ultimo punto di ritrovo degli spacciatori in erba. Palesi nel trafficare a ridosso dei tronchi più larghi. «C’è da morir dal ridere - ha concluso la coppia - nel seguire con lo sguardo la flotta di biciclette che scappa da una parte all’altra del giardino appena sbuca la volante della Polizia.(mat.b.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google