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La stazione chiusa di notte, protestano i senzatetto sfrattati

La stazione chiusa di notte, protestano i senzatetto sfrattati

L’atrio è off limits dalle 24 alle 5, ecco il racconto del primo sgombero mentre gli addetti alle pulizie  già commentano positivi la decisione

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FERRARA. Le serrande della stazione ferroviaria di Ferrara sono state chiuse lunedì allo scoccare della mezzanotte di fronte ad un esiguo numero di persone, cinque in tutto. Fino a ieri era l’atrio della stazione era il loro rifugio notturno. Da oggi lo devono guardare dietro le porte a vetro chiuse rigorosamente a chiave o con grosse catene provviste di lucchetto. Il nuovo corso è avvenuto in un’atmosfera di estrema tranquillità. C’era un ispettore della Polizia di Stato che coordinava una decina di agenti in divisa.

Diverse auto della Polizia a cintura di protezione e nessun passante o curioso nell’arco di un centinaio di metri. Queste persone, quattro uomini e una donna di un’età compresa tra i 30 e i 50 anni, saranno costrette a dormire sul marciapiede davanti alla scalinata d’ingresso.

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La cerimonia di ‘chiusura’ si è svolta senza clamore ed è durata appena un quarto d’ora. L’ispettore dava gli ordini ai suoi uomini, ma non sembrava essercene bisogno. I turni erano già prestabiliti e le pattuglie sapevano che fino all’una di notte sarebbero rimaste in zona per scongiurare problemi. Anche gli utenti dei treni, non pervenuti davanti all’ingresso a mezzanotte, dovranno osservare alcune regole. Si entra da una porta laterale che sta nel lato del Grattacielo: quel varco rimarrà la seconda via di accesso per i viaggiatori. L’altra è sul retro e si accede da via del Lavoro. Dopo aver dato alcune raccomandazioni anche agli agenti del Corpo di Vigili Giurati, i poliziotti hanno acceso le sirene e se ne sono andati, lasciando i senzatetto davanti l’entrata a contemplare il loro ‘vecchio’ rifugio.

«Dalle altre parti non succede - racconta Manuel, 49enne senzatetto di origine africana - nelle grandi città le stazioni restano aperte e non ci sono problemi. Non posso dire che Ferrara sia l’unica ad essere stata chiusa, sono trent’anni che giro per l’Italia senza avere una dimora fissa, ma quando chiudono la stazione non è mai un bel segnale. Si costringono le persone a stare fuori e poi i problemi rimangono. Non si risolve un bel niente, la violenza rimane e a rimetterci è solo chi cerca un riparo per la notte».

Manuel, come preferisce farsi chiamare, non è d’accordo sul provvedimento. «Adesso è estate e il clima aiuta ma d’inverno molti non avranno più riparo e sarà un bel problema». La storia di Manuel è quella di molti, di chi vive in estrema povertà, senza un lavoro e con una famiglia alle spalle. «Ho un mutuo da pagare e i miei cari cui provvedere, ma da mesi non ho un impiego. Lavoravo sulle impalcature, facevo il carpentiere, il muratore a volte anche l’imbianchino. Da qualche tempo non ho più niente».

Più arrabbiato è un altro, uomo di origine italiana, ma di qualche anno più giovane. «Tutta colpa di quelli là (si riferisce all’incidente di inizio maggio). Di quell’aggressione che ha portato all’accoltellamento di un uomo. Io c’ero, quando mi sono svegliato ho visto tanto sangue sul pavimento e mi sono spaventato. Purtroppo non ricordo altro, sto prendendo degli psicofarmaci e non riesco ad orientarmi bene. Questa cosa di chiudere le stazioni non è nuova, me ne ricordo un’altra vent’anni fa, sempre a Ferrara. Eppure, i problemi non si risolvono mai». «Quando quelli torneranno, qualcuno gliela farà pagare, poco ma sicuro – dice un altro senzatetto che preferisce non rivelare la sua identità - per colpa loro pagano tutti». C’è anche una donna (dall’accento sembra dell’Est Europa) su tutte le furie, che preferisce starsene in disparte.

«E adesso che facciamo? Con chi ce la dobbiamo prendere? Non è giusto, paghiamo colpe non nostre. E a noi che siamo tranquilli chi ci pensa? Qualche furtarello, qualche malintenzionato c’è sempre qui in stazione, ma nessuno fa mai niente. Non mi sembra che sbatterci tutti fuori sia la soluzione giusta».

Corrado Magnoni

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