Maggioranza a 15, un’intesa non toglierebbe seggi alla Lega
CENTO. Affinità politiche, convergenze programmatiche, intese su questo o quel punto amministrativo. Certo. Ma la partita degli apparentamenti è fondamentalmente una questione di fiuto e di...
CENTO. Affinità politiche, convergenze programmatiche, intese su questo o quel punto amministrativo. Certo. Ma la partita degli apparentamenti è fondamentalmente una questione di fiuto e di calcolatrice. In cui contano la capacità di misurare a naso i voti che possono arrivare in dote e quelli che l’intesa rischia di bruciare, e ancor di più il conto di quanto costerebbe alla coalizione (e a quali liste, nello specifico) far accomodare nuovi commensali al banchetto del premio di maggioranza. Questione di numeri, in entrambi i casi.
Partiamo da un dato. La maggioranza che uscirà dal ballottaggio è destinata a prendere 15 consiglieri, uno in più rispetto ad alcune simulazioni circolate a Cento che non tengono a debito conto il pronunciamento del Consiglio di Stato 1197 del 2012 secondo il quale il premio di maggioranza deve essere sempre arrotondato per eccesso, a crescere, perché la norma che attribuisce il 60% dei seggi a chi vince è una soglia minima che non può essere ridotta neppure di uno zero-virgola. E dunque maggioranza a 15 e minoranza a 9.
Correre senza accordi ufficializzati sulla scheda elettorale, può essere una scelta ardua, ma promette un pieno di consiglieri in caso di vittoria. Diventasse sindaco Contri, la Lega prenderebbe otto seggi, tre andrebbero a ciascuna delle due liste, uno a Forza Italia. Un alleato, che sia Mattarelli con le sue tre liste o Malucelli, toglierebbe due seggi al gruppo che ha sostenuto Contri sin da subito. Ma attenzione: i risultati del primo turno (perché su quelli si fanno i calcoli) dicono che i due consiglieri sarebbero sottratti alle civiche e non ai partiti che invece manterrebbero intatti i propri drappelli; può fare la differenza. Altro effetto, non secondario: portare Mattarelli (e un consigliere di Fratelli d’Italia che ha quest’unica opportunità per entrare in consiglio) o Malucelli (più un uomo della sua Onda) in maggioranza lascerebbe libero un posto di opposizione che, secondo i calcoli, andrebbe al gruppo di Pietro Lodi e, nello specifico, al Pd. Altra questione che non viene sottovalutata nelle riflessioni di queste ore.
Un apparentamento a tre, con Mattarelli e Malucelli al fianco di Contri? Costerebbe alla coalizione di centrodestra due consiglieri in più, entrambi da togliere alla Lega.
Toselli, a cui pure il centrosinistra guarda con interesse come argine alla Lega, non sembra invece intenzionato ad apparentamenti ufficiali; non è il momento di presentarsi agli elettori con il simbolo del Pd accanto al proprio nome. Se pure delle intese ci saranno, non influiranno sulla composizione del consiglio.
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