Pre-pensionamenti Carife Scattano, ma non per tutti
Oltre 50 dipendenti sono disposti a uscire prima dal lavoro su base volontaria L’azienda concede lo scivolo fino a 5 anni solo a 39-40. Gli esclusi protestano
Non tutti i dipendenti Carife che, su base volontaria, si sono proposti per il pre-pensionamento riusciranno a uscire anticipatamente dalla banca. La dirigenza di Nuova Carife ha fatto sapere ai sindacati che l’accesso al fondo esuberi sarà limitato a 39-40 dipenden ti, il che significa che una dozzina rimarranno quasi sicuramente tagliati fuori; al vaglio di erano 52-53 posizioni. La lista degli esclusi ha preso a circolare e l’umore di chi in questo momento si vede tagliato fuori è pessimo. Anche perché tutti ritenevano che - data la necessità della banca di comprimere i costi - sulla corsia del pre-pensionamento non sarebbero stati messi ostacoli. Non è così. Nuova Carife evidentemente non vuole o non può liberarsi di alcune figure professionali.
La trattativa ha come base l’accordo sindacale raggiunto nell’estate 2015, che parlava di 60 esuberi (fino ad alcuni mesi prima la cifra era superiore), obiettivo da raggiungere seguendo due strade: attraverso l’immediato pensionamento di chi raggiunge i requisiti Inps e con lo scivolo fino a 5 anni su base volontaria sfruttando il fondo esuberi. Per ora hanno prenotato scivolo 39-40 dipendenti, gli altri restano a lavorare.
L’ultima parola però non è stata detta, si tratta ancora; la posizione dell’azienda appare ai sindacati piuttosto rigida e anche nella migliore delle ipotesi è assai improbabile che tutti abbiano soddisfazione.
Nuova protesta. Sul fronte azzerati, c’è da registrare l’annullamento dell’iniziativa di protesta che il comitato No Salvabanche aveva annunciato per ieri: «Siamo stati costretti a rinviare, a data da destinarsi, l’iniziativa per la richiesta di una drastica riduzione del prestito che Giosuè Arnone ha ottenuto da Nuova Carife» si legge nel comunicato dei No Salvabanche. Il riferimento è alla posizione del pensionato “azzerato” Arnone al quale era stato negato un prestito; poi, anche sulla scorta di pressioni del comitato, il prestito di 2.500 euro è stato concesso il 24 maggio dall’Agenzia n.1 di Nuova Carife a un tasso di circa l’8,5%. L’iniziativa di ieri puntava a ottenere una riduzione del tasso d’interesse, ma è saltata.
I No Salvabanche confermiamo invece la manifestazione indetta per sabato 11 giugno alle 10.30. Gli organizzatori danno appuntamento in piazza Trento Trieste, di fianco alla cattedrale: «Da lì ci muoveremo in corteo per comunicare con la cittadinanza e continuare a rompere il silenzio a cui vogliono costringerci, come hanno tentato di fare venerdì scorso a Bologna - si legge nel comunicato dei No Salvabanche che così prosegue: «La vicenda di Veneto Banca, che purtroppo non ha risparmiato Ferrara, ci suggerisce che dobbiamo continuare a mobilitarci. Il disegno è chiaro: vogliono mangiarsi i risparmi di tutti! Noi continuiamo a lottare, perché siamo nel giusto».(m.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
