La Nuova Ferrara

Ferrara

Sesso, soldi e ricatti dietro l’omicidio

di Daniele Predieri
Sesso, soldi e ricatti dietro l’omicidio

Ieri l’interrogatorio del maresciallo Ciammaichella, oggi quello della compagna. Ed emerge una coppia rovinata dai debiti

3 MINUTI DI LETTURA





Arrestato dai suoi colleghi e sospeso in via cautelativa dall’Arma dei carabinieri, da domenica mattina, quando gli hanno notificato il fermo per l’omicidio di Antonio Piombo.

E’ un uomo a pezzi, provato, con grandissimi problemi economici negli ultimi tempi, il maresciallo Salvatore Ciammaichella che cerca di ricomporre i suoi 45 anni per spiegare agli stessi suoi colleghi e ai magistrati che l’hanno interrogato ieri mattina il perchè di quei due spari, con cui ha ucciso Piombo la notte tra il 26 e il 27 maggio, nella golena del Po a Garofolo di Canaro, nel rodigino. Separato dalla moglie, due figlie piccole, rapporti sentimentali turbolenti alle spalle e una carriera nell’Arma con promozioni non riconosciute, richieste non concesse di trasferimento da Cento dove era in servizio e dove sarebbe dovuto rientrare il prossimo 16 giugno. Da un anno era in congedo per motivi di salute, e ciò conferma il suo stato di uomo assai vulnerabile. Ieri mattina, il suo avvocato Alessandro Falzoni lo ha assistito nell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice Alessandra Martinelllmentre questa mattina toccherà alla compagna arrestata con lui, Monia Desole, 41enne, di Pavia, ma centese di adozione che abitava con il maresciallo a Frassinelle, nel Rodigino.

Da qui tutti e due, insieme, si sarebbero mossi per arrivare nella golena del Po, teatro del delitto, quella notte: telecamere nei pressi del paese hanno visto arrivare la loro auto e tornar via. Stesse telecamere che hanno registrato l’auto di Piombo arrivare e poi passare davanti all’obiettivo, in senso opposto, ore dopo, con un’altra persona a bordo. C’erano tutte e due, dunque, il maresciallo e la compagna, sull’argine di Canaro, quella notte. Ma se il maresciallo ha sparato - di questo è accusato, di averlo fatto con una pistola compatibile con i bossoli trovati, una Mauser 7.65 che deteneva in casa - è il ruolo e la posizione della donna che debbono essere chiariti. Ciò che trapela dall’interrogatorio e dalle indagini in corso è che l’omicidio potrebbe essere il frutto di un tentativo di rapina andato male, una questione di soldi e basta. E’ credibile? E’ credibile che due persone rapinino un’altra persona e poi il frutto del colpo siano poche centinaia di euro al Bancomat a 100 km di distanza dal luogo dell’omicidio come hanno fatto Ciammaichella e la Desole, a Bologna? Gli interrogativi tanti, senza risposte dagli inquirenti blindati, anche per dare la possibilità al gip di aver un quadro il meno inquinato possibile e poter decidere: oggi il giudice Martinelli interrogherà Monia Desole e poi valuterà se tenere in carcere i due compagni per omicidio o graduare le loro responsabilità.

Per un delitto che potrebbe essere, secondo gli inquirenti, non un fatto isolato. Una ipotesi investigativa che punta su quell’uomo a pezzi, rovinato economicamente e che girava armato con una Mauser carica nella fondina: una storia che ha come sfondo il luogo, la golena del Po di Canaro - zona per incontri sessuali anche clandestini - e quindi possibili ricatti messi in atto, dai due, maresciallo e la compagna, su chi frequentava la zona. Forse, sullo sfondo della morte di Piombo, ci sarebbe un ricatto finito male per la sua reazione, da ricattato. E fanno capire gli inquirenti potrebbe non essere un fatto casuale.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google